martedì 28 aprile 2009

My Ubuntu 9.04


My Ubuntu 9.04
Inserito originariamente da mcastellani
Devo dire che l'upgrade di Ubuntu alla recente versione 9.04 è stato nel mio caso una simpatica sorpresa. Si è svolto in maniera tranquilla e "indolore", e al reboot mi ha restituito (finalmente) un laptop (Acer Aspire 3634) che ha il "suspend mode" funzionante.

Un'altra bella sorpresa (completamente inaspettata) giunta anch'essa "out of the box" concerne il tochpad, ed è stata l'abilitazione allo scroll di pagine utilizzando il movimento coordinato di due dita (stile Max OS, per intenderci). Davvero comodissimo, da solo una ragione per preferire il boot su Ubuntu a quello su Win ;-)

Sottolineo che tutto questo si è avuto senza astrusi "smanettamenti" da linea di comando: è bene che sia così, per troppo tempo si è preteso che l'utente linux sia un "geek" informatico e non una persone "comune" che usa il computer per lavorare, ma magari non sogna la notte (o non tutte le notti...) di scaricare l'ultima test release di Gnome dal CVS... ;-)

Apprezzo molto inoltre il nuovo sistema di notifiche (ok, copiato secondo me pari pari da Max OS... ma se una cosa è buona perchè non copiarla?), in una finestrella semitrasparente che si apre nella parte alta di destra del desktop. Comodo realmente.. e noto che vi sono già programmi che si avvantaggiano correttamente di tale sistema.

Dalla parte "noie", riscontro solo un problema nell'indicizzazione dei file: in particolare, mi arriva un avviso che mi informa che il sistema non riesce a completare l'indicizzazione, e riprende sempre dall'inizio. Ma non credo sia una cosa problematica da risolvere (o almeno spero).

Nel complesso la mia valutazione è senz'altro positiva. Il desktop linux ha fatto molti molti passi avanti, negli ultimi anni (e io lo seguo da un bel pò...). A parer mio, se l'hardware è correttamente riconosciuto e gestito (e non è purtroppo ancora una cosa scontata, visto che le devices sono molte.. microfono, webcam, suono, scheda grafica, accelerazione 3D, etc..) un computer con una buona istallazione di linux, difficilmente può far rimpiangere Win o financo Max OS X...

giovedì 16 aprile 2009

Microblogs, prosciutto e mortadella...

Riflettendo sui diversi modelli di microblogs (quei siti dove si inviano frequenti aggiornamenti di stato, perlopiù di dimensioni non superiori ai 140 caratteri), mi pare che vi sia, al di là delle sottili distinzioni tra le diverse piattaforme tecnologiche, una distinzione di fondo tra due tipi di modelli "di conversazione", quello nel quale è possibile aggiungere veri e propri commenti ad un dato status, e quelli in cui invece si può commentare "rispondendo" con un proprio messaggio di status, rivolto alla persona alla quale si vuole rispondere.

Innegabilmente quest'ultimo modello è di gran lunga quello dominante, essendo adottato da Twitter (o anche il più recente Identi.ca), assolutamente preponderante in termini di user base, rispetto ai concorrenti. Il "problema" è che Twitter non è nato come strumento di conversazione, ma sono gli utenti stessi ad aver inventato lo schema di base di "risposta", adottando la convenzione ben nota di premettere il nome utente con la "@" per segnalare che lo status è una risposta allo status del dato utente.

Chiaramente in questo modello il commento non è concettualmente diversa dal normale post; sottostà alle medesime regole (lunghezza max etc). E' altresì chiaro che non risiede sul microblog dell'utente il cui status si vuole commentare, ma sul proprio.

Essendosi diffusa questa convenzione tanto da diventare standard, Twitter ne ha "preso atto" e ha semplicemente reso più facile la consultazione delle risposte con appositi link.

Un esempio di microblog a modello conversazionale è invece Jaiku (e il recente Qaiku, giovane ma promettente). Tali piattaforme permettono di appendere ai post di un dato utente un vero e proprio commento. Il sistema "risolve" la differenza tra post e commento, il che permette naturalmente l'esistenza di regole specifiche e distinte per le due categorie: in Jaiku/Qaiku, ad esempio, i post sono di lunghezza limitata ma non i commenti; il che può avere un senso in diverse occasioni (post del marito "Vado a casa", commento della moglie "ricordati di passare a prendere il latte e fare la spesa e riprendere quei vestiti a casa di mia madre e non dimenticarti dell'impegno che abbiamo per la serata dai vicini")

Twitter in sè ha molti pregi; qui però volevo porre in evidenza come il modello di risposta che adotta sia limitativo in molti casi. Ad esempio: mettiamo che io - preso un bel dì da una irrefrenabile curiosità - immetta nel mio microblog preferito la domanda "preferite il prosciutto o la mortadella?".

Se è un blog Twitter-like, ogni utente risponderà dal suo microblog, con un link alla mia domanda. Il mio caro amico (diciamo) Ciccio Baciccio, che segue il mio microblog, vedrà però di queste risposte solo quelle i cui estensori sono puta caso anche suoi contatti. Quelle degli altri utenti (ai quali io non rispondo direttamente a mia volta, originando un link verso di loro) non saranno nè visibili nè ipotizzabili, per Ciccio Baciccio. Poco male, ordinariamente. A meno che non sia interessato, per qualche motivo, allo spettro completo delle risposte alla mia importante questione, a prescindere da chi le invii.

Se invece è un microblog di tipo conversazionale, al di sotto del mio post troverà ordinati per tempo, tutte le risposte effettivamente pervenutemi. E senza dover "saltare" da un sito ad un altro, in aggiunta. Immaginate un qualsiasi post che collezioni abbastanza feedback, come è ad esempio in Jaiku, oppure in Qaiku o come potrebbe invece essere in Twitter (ovviamente per quest'ultimo caso non posso mettere un link, perchè non è contenuto in una pagina soltanto).

Questo non per dire che una soluzione è necessariamente meglio di un'altra, essendo concettualmente differenti (non si confrontano mele con pere, come insegnano anche a scuola).

Però però... è anche vero che tutti sanno quanto sia frustrante, a volte, cercare di rannodare i fili di una estesa conversazione su Twitter... cosa ne pensate?

mercoledì 15 aprile 2009

FriendFeed Blog: FriendFeed in Italiano and Türkçe

We've had a lot of requests for additional FriendFeed languages ever since we launched six new languages back in December. And today, we're really happy to add two more to that list — Italian and Turkish!

E' davvero piacevole scoprire che Friendfeed ora parla anche italiano... ;)



Piano piano anche il web2.0 avanza anche nel nostro linguaggio. Mi pare segno di una certa cura nella gestione del dato servizio, l'implementazione nell'interfaccia di linguaggi diversi dall'inglese. E pensare che Twitter (ma non solo lui) ancora non l'ha fatto...

giovedì 2 aprile 2009

Open source e ricerca: il caso di Gaia

Quanta parte ha il software open-source nel contesto della ricerca scientifica odierna? Da ricercatore astronomo, amante e fruitore di software open source, tentare di approfondire la domanda mi intriga parecchio...

...Orbene, lo spunto per parlarne ora mi viene dall'osservazione degli strumenti software che vengono adottati in un grande progetto al quale anche io sto prendendo parte, ovvero la definizione delle procedure di trattamento ed analisi dei dati fotometrici che dovranno essere prodotti dalla sonda dell'ESA (L'Agenzia Spaziale Europea) chiamata Gaia: la sonda dovrà essere lanciata nel 2012, ma già da tempo il lavoro per la definizione delle opportune procedure è attivo a pieno regime.

A mio parere, già un semplice, scarno elenco degli strumenti software utilizzati dai vari team di Gaia - coordinati attraverso una rete europea di istituti scientifici - sarebbe forse sufficiente per capire che il software open-source (permettetemi la brutale banalizzazione) va alla grande, ovvero - per dirla in termini più elaborati - gode ormai di uno spazio definito e fondamentale di applicazioni e ambiti ben consolidato, perlomeno nella ricerca scientifica.


Una immagine di fantasia della sonda GAIA nello spazio
Photo: ESA/Medialab


A illustrazione di ciò, mi sono divertito a stilare un elenco (incompleto) del software open source usato correntemente nello sviluppo delle procedure di riduzione dati di Gaia, redatto semplicemente ponendo mente agli strumenti che vengono adoperati, da me o dai miei colleghi, per il lavoro quotidiano all'interno del progetto medesimo..

Il catalogo, dunque, è questo...:

  • Java: è il linguaggio del software di analisi e riduzione dati. Tutte le procedure devono essere per forza scritte in Java, per decisione di ESA. Questo comporta una serie notevole di benefici in termini di indipendenza dall'hardware, portabilità, modularità etc... troppo estesi per essere spiegati compiutamente in questa sede.
  • Eclipse: è l'ambiente di sviluppo fortemente consigliato (come dire, fate come vi pare, ma non si ha supporto con altri ambienti....)
  • SVN: tutto il codice è posto sotto controllo revisione, utilizzando subversion
  • MediaWiki : vi è un wiki ad accesso riservato, molto esteso, in cui è riportata tutta la documentazione del progetto, i meeting e i vari seminari di aggiornamento per i vari team, la documentazione... una mini wikipedia tematica, in soldoni...
  • Hudson, uno strumento per eseguire automaticamente i test del codice, ad intervalli programmati e presentare dei report su pagina web
  • Cobertura è lo strumento in grado di calcolare la percentuale del codice accessibile alle procedure di test
  • Mantis è uno strumento per il controllo e la gestione di "bachi" nel progetto
  • Grace, un utile tool per realizzare grafici
  • TopCat un visualizzatore interattivo di tabelle ed editor di dati
  • ant, un utile tool di compilazione in ambiente Java
  • Plastic (PLatform for AStronomical Tool InterConnection) è un protocollo di comunicazione tra differenti tool utilizzati prevalentemente in ambito astronomico
  • Probabilmente c'è anche dell'altro, ma al momento non mi sovviene :-)

La cosa interessante è che tutto questo software è rilasciato su licenza GPL (General Public License) o similare; il che facilita di molto la possibilità di diffusione ed utilizzo dello stesso: non c'è necessità di acquisire licenze proprietarie e restrittive (o farle acquisire dal proprio istituto...): ordinariamente, si scarica il software e si comincia ad utilizzarlo da subito. Tutto qui. Non è male, direi, sia per la propria "produttività scientifica personale" sia per l'indubbio beneficio che questo ha nell'ambito del progetto vero e proprio. Vi immaginate quanto tempo (del ricercatore) e denaro (del contribuente) andrebbe speso se si dovessero acquisire licenze (rinnovi, chiavi software...) per tutte queste cose?

PS naturalmente non tutto è open source in Gaia: ad esempio, come sistemi operativi adottati nei vari desktop e laptop dedicati al progetto, c'è da dire che convivono tutti e tre i principali OS, ovvero linux, MacOS e Windows, in varie miscele, a seconda dei posti e dei singoli ricercatori... Non ne ho ancora incontrato nessuno però che usa Vista, a proposito... :-))

mercoledì 1 aprile 2009

Ubuntu riscrive il kernel linux usando Mono...

Vi sono interessantissime novità per il kernel linux, come documenta questo scoop del sito TuxRadar: Shuttleworth, il boss di Ubuntu, ha preso la coraggiosa decisione di riscrivere tutto il codice del kernel linux usando la piattaforma Mono.

Certo, tutto questo va anche valutato tenendo conto del giorno "particolare" in cui ci troviamo (April the first), oserei direi .. ;-)


Ubuntu to rewrite Linux kernel using Mono | TuxRadar
Mark Shuttleworth, the Benevolent Dictator for Life of the popular Ubuntu Linux distro, has announced his plans to rewrite all of Gnome, X11 and the Linux kernel using the Mono platform.
Mark Shuttleworth in Mono T-shirt

Mono - the open source re-implementation of the Microsoft .NET Framework - has long been the subject of criticism from Free Software advocates as a potential patent minefield, particularly in the wake of Microsoft suing companies such as TomTom for other patent violations just recently.


Control Yourself » Identi.ca acquires Twitter

Identi.ca acquires Twitter

In a bold but savvy business move, Montreal, QC-based Control Yourself, Inc., creators of Open Source microblogging site Identi.ca, have acquired San Francisco’s Twitter.com for an undisclosed sum. Control Yourself will begin stripping Twitter.com of its two main assets — a cartoonish look-and-feel and a plethora of Weblebrity user accounts — immediately, with other valuable assets to be transferred in the coming days.

That's really great... but take attention on which day is today....... ;)

Posted via web from SegnaleRumore Express