mercoledì 24 giugno 2009

Lo vogliamo sistemare, il GuardaFuori ?

A quanto pare Microsoft ha confermato che intende continuare ad utilizzare il motore di rendering di Word per mostrare le mail in HTML nel prossimo OutLook (in italiano, il GuardaFuori, tanto per capirci). La cosa in se non avrebbe nulla di allarmante, ma a quanto pare il motore stesso non è aderente agli standard del web (o è aderente solo in parte), e questo per l'utente comporta una serie di problemi nella visualizzazione di alcune mail, appunto non in plain text ma in formato HTML.

Microsoft vuole un feedback; ebbene, cosa meglio che sfruttare la rete - e magari il popolarissimo sistema di microblogging Twitter - per collezionare in real time tutti i messaggi di protesta per la decisione del gigante dell'informatica statunitense? Tra l'altro, un ottimo esempio di web2.0...

Ok, ma basta con le parole, guardate ora cosa appare collegandosi a http://fixoutlook.org/

:-)


martedì 23 giugno 2009

Ma linux è più divertente...

Va bene, lo dico subito: ho il MacBook. Sì ce l'ho pure io. Me lo sono fatto prendere per un progetto di lavoro (sviluppo di software di riduzioni dati della sonda Gaia di ESA), ho visto un numero crescente di ricercatori che lo adotta e soprattutto ne sembra entusiasta (attenzione che - come ho avuto modo di osservare - il fanatismo dei macchisti a proposito fa impallidire financo il debianista più puro ed intransigente...) .

Orbene, Mac OS è certamente un gran bel sistema (anche se non è sempre la cosa miglioredel mondo, anche lì vi sono pro e contro, pregi e difetti); funziona tutto, di solito, nessun problema con l'hardware (certo, il sistema è "cucito" addosso alla macchina, il che sicuramente aiuta). Non fraintendetemi, non intendo parlarne male, in questa sede.

Però.. ecco mi permetto: faccio spazio ad un però.

C'è il fatto, per usare le parole di una vecchia release di RedHat (riferite a Windows), che "non puoi aprire il cofano". Non che uno debba sembre aprirlo: difatti le auto di solito viaggiano a cofano chiuso. Però il fatto che puoi guardarci dentro.. ti dà quel qualcosa... qualcosa che ha a che fare con il divertimento.. il gusto della scoperta...

Uno dei "bug" che si aggirano dentro la vostra Ubuntu box... ;-)


Che poi va detto che chi scrive è un tipo che - se pure apre il cofano - non capisce quasi nulla. Però non fa niente, il discorso lo persuade lo stesso... Ad esempio, da un link su un microblog arrivo poco fa alla pagina che annuncia il prossimo Ubuntu Hug Day, dedicato questa volta al progetto Banshee. Un giorno particolare per dare una mano al progetto, in tanti modi diversi a seconda anche delle specifiche competenze...

Beh non è male... Leggo qui e lì nella pagina e capisco fino ad un certo punto: allora decido che l'ultima riga, che dice più o meno "se tutto questo ti sembra nuovo, vai a questo indirizzo" è ciò che fa per me, e mi avvio alla pagina di Bugs del wiki di Ubuntu.

Qui si trova una amena spiegazione (in inglese) su cosa è un Bug, poi si dice che ci sono in pratica una caterva di Bug di Ubuntu che aspettano anche di essere esaminati, e che ognuno può farlo.. ok vado a vedere ed in effetti arrivo alla pagina con la lista dei bug da catalogare..

...tutto lì, aperto, sotto i miei occhi. Una bella lista di cose da sistemare, come fossi già dentro il progetto. Se voglio mi posso mettere a lavorare da subito, non mi serve tessera o affiliazione o altro (ok invece sto scrivendo il post.. vabbè...). Si può scegliere a piacimento.. come dicono...? Ecco:

To start, just pick one of the recent ones and open the link in your favourite browser. Try to pick bugs which affect software or parts of the system that you are familiar with yourself, as this will help you decide how complete the report is, and make it easier for you to reach the grail of reproducing the bug. If no one else has commented yet, then this bug could be yours!

Insomma, il fatto che lavori con un sistema che, se solo vuoi, puoi esplorare nel dettaglio che tu stesso scegli, da un piccolo programmino a Gnome o KDE ad Ubuntu o altro giù giù fino al kernel se ti va (e se sei capace)... oppure non fare nulla di tutto questo e usarlo e basta... beh io la trovo una cosa troppo divertente, troppo intrigante...

...senza retorica, ma sarà proprio per il fatto che posso "aprire il cofano" ? Voi che ne dite?


lunedì 22 giugno 2009

Songbird 1.2: l'uccellino musicale si aggiorna...

Il progetto Songbird per un media player open source completo e versatile (sul modello di iTunes, in pratica) continua ad evolvere e si fa sempre più interessante. Mi piace la strada imboccata dal team, che realisticamente non si prefigge (almeno non da subito) di presentare il suo prodotto come un'alternativa a iTunes, ma lavora ricercando una (proficua) interazione con il software di casa Apple, promuovendo delle facilities - come dice il loro blog - "in case you want to live in both worlds".

Una delle cose che personalmente trovo più interessante nel progetto Songbird è la sua natura multipiattaforma, evidente fin dall'inizio: si può così utilizzare lo stesso software sia in ambiente windows, che in linux o in Mac OS. Per chi non è legato ad una singola piattaforma ma - per diversi motivi - si trova sovente ad utilizzare computer con sistemi operativi diversi, questa è una peculiarità indubbiamente attraente (un pò come potrebbe essere utilizzando Firefox per navigare in rete: personalmente mi sono così abituato alla Volpe di Fuoco e alle sue estensioni, che anche su Mac OS solitamente la preferisco al pur ottimo Safari...)




Vi sono poi altre piccole "chicche" che iTunes non fornisce, almeno non nativamente; il supporto praticamente completo alla radio online last.fm, la possibilità di suonare file in formato ogg-vorbis, sono alcune di queste. Certo iTunes ha il formidabile immenso negozio di musica online associato: dunque ben venga la coesistenza tra i due software! A beneficio, manco a dirlo, dell'utente finale.. ;-)

Songbird Blog » Play music. Play the Web.
Songbird 1.2 focuses on improving library management and provides full integration with iTunes, in case you want to live in both




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lunedì 1 giugno 2009

Google Wave e i protocolli aperti

Chi frequenti un pò appena i vari social networks e i microblogs come Twitter oppure Identi.ca, si sarà accorto che uno degli argomenti che negli ultimi giorni sta tenendo banco e occupando massicciamente le discussione dei geek (oltre a Bing.com, ll rinnovato motore di ricerca di Microsoft) , è Google Wave.

Questa sembra profilarsi come una curiosa piattaforma "ibrida" con la quale diverse persone possono lavorare e comunicare tra loro, composta "in parti uguali di conversazione e documenti", con testo formattato, foto, video, mappe e quant'altro. Vedremo: la curiosità è molta, e c'è già chi parla di un nuovo protocollo dopo quello della posta elettronica...

Putroppo al momento Wave non è accessibile a tutti; bisogna aspettare con pazienza che la piattaforma venga progressivamente estesa a nuovi utenti (procedura comune per Google, basta ricordare l'allargamento lento e costante della base utenti di Gmail).






Quello che è comunque interessante da subito, è notare la strada "virtuosa" intrapresa da Google per questo nuovo progetto: una strada di protocolli aperti e disponibili agli sviluppatori. Non è infatti un progetto rigidamente chiuso e proprietario, ma sono anzi disponibili - su un apposito sito waveprotocol.org - fin d'ora le API, le definizione stesse del protocollo, ed alcuni "White Paper" per imparare i concetti dei componenti di Google Wave.

Questo (diciamolo anche a tema di esagerare) fa ben sperare per il futuro stesso del web, a ben pensarci: progetti nuovi che nascono con base "aperta" - oltre ad essere "fedeli" al concetto stesso alla base del web (apertura, molteplicità di soggetti, disponibilità di informazioni...) - fanno sperare ad un futuro nel quale standard e protocolli rimangano a disposizione di tanti e non in mano a pochi, potenti soggetti.

Come GNU/linux ha portato il concetto di "apertura" nei sistemi operativi (e giganti come Google ne hanno beneficiato ampiamente, come sappiamo), ora che progressivamente tutto (dati e sistemi stessi) si sta inesorabilmente muovendo "on the cloud", non è male che gli stessi concetti di apertura e collaborazione/condivisione informino i prossimi, importanti passi nel web che verrà...

.......Bella cosa, no? ;-)


Introduction ‎(Google Wave Federation Protocol)‎
This morning at Google I/O we are unveiling a developer preview of Google Wave, a new collaboration and communication product. Google Wave introduces a new platform built around hosted conversations called waves--this model enables people to communicate and work together in new and more effective ways. On top of that, with the Google Wave APIs, developers can take advantage of this collaborative system by building on the Google Wave platform

The Perfect Desktop - Linux Mint 7 (Gloria) | HowtoForge - Linux Howtos and Tutorials

This tutorial shows how you can set up a Linux Mint 7 (Gloria) desktop that is a full-fledged replacement for a Windows desktop, i.e. that has all the software that people need to do the things they do on their Windows desktops. The advantages are clear: you get a secure system without DRM restrictions that works even on old hardware, and the best thing is: all software comes free of charge

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