mercoledì 30 settembre 2009

Il terzo flyby di Messenger a Mercurio

Bisogna che lo dica... Benchè il mio campo "professionale" di indagine scientifica abbia a che fare principalmente con stelle e galassie, non posso non rimanere affascinato dalle continue scoperte e acquisizioni che le moderne sonde stanno ottenendo nel nostro amato Sistema Solare.

Tutto questo, coniugato con la possibilità, del tutto moderna, di assistere al flusso di immagini e dati provenienti da regioni davvero lontanissime (per il pianeta Mercurio - poi capite perchè lo prendo ad esempio - si parla di distanze superiori a 70 milioni di chilometri, che possono arrivare anche superare i 220, a seconda della posizione nell'orbita) comodamente seduti davanti al computer di casa, magari collegandosi al sito della NASA o di qualche altro ente spaziale.



Un bacino da impatto su Mercurio:
immagine acquisita ieri sera dalla sonda Messenger
Crediti: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington


Certo ci si abitua a tutto, ma pensate uno scienziato di appena una generazione fa, se fosse posto di fronte a tutto questo.. vedere le immagini acquisite dalla sonda Messenger appena ieri sera (dopo aver seguito con curiosità momento per momento l'andamento del flyby sul suo account Twitter), precise e definite, favanti al mio naso... di un posto centinaia di milioni di chilometri lontano. Non continua ad essere sbalorditivo?

MESSENGER: MErcury Surface, Space ENvironment, GEochemistry, and Ranging
This unnamed impact basin was seen for the first time yesterday during MESSENGER’s third flyby of Mercury. The outer diameter of the basin is approximately 260 kilometers (160 miles)


venerdì 25 settembre 2009

Scelti i wallpaper della nuova Ubuntu


Nifty Fifty Blur
Inserito originariamente da orb9220
D'accordo, si dice che il bello di Linux sia anche nella possibilità di scegliere... e in accordo con questo, cosa c'è di meglio di avere a disposizione una serie di intriganti wallpaper da utilizzare nella prossima release di Ubuntu?

E ancora.. che dire se le immagini che troveremo già belle e pronte per l'utilizzo sul nostro desktop, non sono state scelte da qualche oscuro (si fa per dire) grafico sconosciuto, ma scelte in una competizione che ha coinvolto una serie di appassionati utenti (nonchè spesso.. fotografi), tramite l'invio delle foto in un apposito gruppo di Flickr?

Come infatti riporta il blog di Kenneth Wimer, "i risultati dell'invio a Flickr sono semplicemente stupendi. 639 persone hanno inviato 2001 foto. Selezionare le immagini per l'inclusione in Karmic è stato un grosso lavoro, e se ci fosse stato più spazio libero su disco, ne avrei aggiunte anche altre..."

Non è stupendo vedere che una distribuzione linux è davvero un "prodotto" costruito - fin nei dettagli - sopra la libera collaborazione di molte, molte persone? ;-)

lunedì 21 settembre 2009

Tra due Ubuntu, arriva la lince...

Ubuntu 10.04 si chiamerà Lucid Lynx (video) |oneOpenSource
Ubuntu 10.04 si chiamerà Lucid Lynx e sarà una LTS (Long Term Support). L’annuncio arriva direttamente dall’Atlanta Linux Fest 2009 e a farlo è stato proprio lui, Mark Shuttleworth, il “capo” di Canonical.

Interessante, in effetti, dare uno sguardo a tutto il dibattito che si sta originando sul wiki di Ubuntu riguardo ai suggerimenti per i nomi delle prossime relases ... altro che Windows 7 (che sarà pure ottimo ma difetta un pò di fantasia ed immaginazione, non trovate?)

:-)

venerdì 18 settembre 2009

Nell'estendere, la lotta dei browser...

Ogni tanto è bene cambiare; almeno in certi ambiti, può essere vero. Uno che passa molte ore al computer considera inevitabilmente come fondamentale il software di navigazione in Internet: il classico browser.

Non faccio mistero di essere abituato a Firefox da moltissimo tempo. Oggi spinto dalla curiosità, ho cominciato a giocare un pò con Safari sul Mac OS X. In effetti appare veloce, leggero (Firefox non è proprio una piuma, come si sa); la galleria di immagini dei siti preferiti della nuova versione, come pure la cronologia che si sfoglia visivamente, è indubbiamente utile e di grande impatto visivo.

Non sono riuscito a evitare che ogni tanto aprisse nuove finestre, laddove avrei preferito che si aprissero sempre nuove schede nella stessa finestra, per minimizzare la confusione (con Firefox ci riesco meglio). Tuttavia questo non è un grande problema, chiaramente, basta ricordarsi di premere l'apposito tasto prima di cliccare sul collegamento.

Che osta all'adottare Safari allora? Beh qualcosa forse c'è... Stasera volevo usare Feedly per leggere i miei feed RSS... beh non potevo, con Safari. Volevo usare Diigo per i miei bookmark online.. e insomma non potevo usare la mia amata toolbar. E Scribfire per scrivere sul blog?

Capite allora dove voglio andare a finire: la guerra dei browser, a parer mio, si giocherà sempre di più sulle estensioni, quelle piccole ma utili "aggiunte" che permettono di estendere e configurare il sistema come più ci piace (e ci serve). Firefox al momento svetta imbattuto, ma Google Chrome a quanto si vede, si sta rapidamente attrezzando. E non penso che gli altri (Safari, e forse anche IE), resteranno per molto al palo....

(L'immagine della simpatica "scatolina" di componenti è presa in prestito dal sito di estensioni di Firefox, che ne lista più di cinquemila...)

Il bug numero uno di Ubuntu, forse il più critico...

Stamattina, tanto per far qualcosa, ho gironzolato su launchpad.net mettendo il naso nei bug di Ubuntu: mi dà sempre una buona sensazione (direi.. di "trasparenza") vedere come anche i difetti non sono nascosti ma anzi vengono elencati e risolti comunitariamente... una cosa che mi piace di linux, assolutamente.

Un'altra riflessione gira intorno alla complessità ormai raggiunta dai moderni sistemi operativi... una complessità che si traduce non secondariamente nel grandissimo numero di bugs (pur di diversa importanza, certo molti non sono affatto "critici"): sulla pagina di Ubuntu ne sono elencati più di sessantacinquemila... e non ho motivo di credere che altri sistemi come Windows o Mac OS X abbiano una storia differente; al più - forse, non ho cercato - potranno essere meno visibili...
Ma la cosa che ci ha fatto divertire più di tutte (a me e mio figlio Andrea, che era venuto a vedere cosa stavo combinando di mattina presto), è quando abbiamo ricercato per caso il primo bug di Ubuntu... ecco cosa abbiamo trovato (eh.. sì, ho detto che amo linux anche per la sua giocosità?)

Bug #1 in Ubuntu: “Microsoft has a majority market share”
Microsoft has a majority market share in the new desktop PC marketplace. This is a bug, which Ubuntu is designed to fix....

Vale proprio la pena di leggersi attentamente le specifiche di questo noioso bug, se non lo aveste fatto. Divertentissimo - ad esempio - il dettaglio di come riprodurre il bug ("Visitare un negozio di PC locale"), di cosa avviene ("Osservare che la maggioranza dei PC in vendita ha software 'non libero' preistallato") e via di questo passo... :-)

Ci si potrebbe chiedere chi ha sottoposto il bug.. ah, un certo Mark Shuttleworth ..
non so se il nome vi dice qualcosa...



martedì 15 settembre 2009

ESO lancia il sito GigaGalaxy Zoom

Davvero, è proprio pieno di stelle, là fuori! Sono appena state rilasciate online le prime tre immagini del nuovo progetto di ESO GigaGalaxy Zoom: queste già ci restituiscono un nuovo stupendo panorama dell'intera volta celeste visto dai siti osservativi di ESO in Cile: un panorama di ben 800 milioni di pixel! Il progetto è in fase di sviluppo, ma già è decisamente interessante, e val bene una visita: GigaGalaxy permetterà di ammirare il cielo notturno come viene visto, ad occhio nudo, da alcune tra le migliori locazioni osservative nel mondo!



Una veduta panoramica della volta celeste, la prima immagine del progetto GigaGalaxy Zoom di ESO
Crediti: ESO/S. Brunier

L'immagine panoramica a 360 gradi, che copre l'intera volta celeste, rivela come poche altre l'immenso "panorama cosmico" che circonda il nostro piccolo pianeta. La suggestiva immagine serve come introduzione alle prime tre immagini ad alta risoluzione ospitate nel nuovo progetto GigaGalaxy Zoom, lanciato da ESO nel quadro dell'anno internazionale dell'astronomia 2009 (IYA2009). Il progetto ci restituisce una visione mozzafiato della Via Lattea: con questo "strumento" gli appassionati possono imparare in maniera affascinante di quanto differenti ed emozionanti oggetti celesti è composto il cielo, come nebule mutlicolori, stelle in esplosione, residui di supernova, e molti altri, semplicemente cliccando sulle rispettiva immagini.

In tale prospettiva, il progetto cerca di collegare l'esame del cielo notturno fatto ad occhio nudo con tutto quanto si può vedere soltanto con gli strumenti più sofisticati, normalmente appannaggio solo degli astronomi professionisti. La stupenda qualità delle immagini è un doveroso tributo allo splendore dei cielo notturno nei siti di ESO, dove sono localizzati alcuni tra i più efficienti e produttivi telescopi nel mondo.

ESO Press Release

Post pubblicato anche su GruppoLocale.it

sabato 12 settembre 2009

Giocando a Monopoly...

[English version here] Finalmente, dopo diversi tentativi assai frustranti, stasera riesco a interagire con i server di Monopoly City Street con la velocità sufficiente per poter veramente giocare (a proposito, sono nel gioco con il nome utente marcolinux, in omaggio ad uno tra i miei sistemi operativi preferiti). Devo dire che, pur nella sua semplicità, almeno al momento, un pò di interesse questa curiosa versione online di Monopoly la può dare... il fatto più intrigante è poter giocare su uno scenario virtuale grande quanto.. il mondo, nè più nè meno. Appoggiarsi a Google Maps è stata una bella pensata senz'altro.

Se dal punto di vista tecnico l'idea di base, rendere "giocabili" le mappe di Google, è carina e sicuramente degna di essere stata sviluppata, bisogna dire che dal punto di vista organizzativo, il "lancio" è avvenuto a mio avviso con una modalità piuttosto approssimativa, sottostimando di parecchio l'interesse potenziale del gioco, o almeno l'effetto "novità", con la conseguenza di avere per molte molte ore server quasi "sdraiati" e molti giocatori insoddisfatti. Meglio sarebbe stato, forse, gestire una crescita "regolata" del traffico, magari con un meccanismo "ad inviti": purtroppo in questo caso non sarebbe nemmeno questo risultato soddisfacente, poichè i primi a giocare avrebbero avuto indubbi vantaggi sui giocatori entrati in un secondo momento (maggior numero di strade da poter scegliere).

Ora comunque la situazione "anomala" della partenza, con chi riusciva a giocare e chi no, ha comunque creato un gran numero di richieste per una "ripartenza", che riazzerasse tutte le situazioni di gioco. Capite bene che c'è chi è contento e chi non lo è affatto... Personalmente, al di là dell'interesse o meno del gioco, mi intriga osservare lo svilupparsi del progetto, e più ancora l'intelaiatura "sociale" che si è già - in un tempo davvero brevissimo, se ci pensate! - sviluppata intorno (gruppi di discussione, social network, etc...).

Va beh, per ora me ne vado a dormire con le mie quattordici strade comprate, alcune a Roma (Piazza S. Agostino è stato il mio primo acquisto, tuttora tra le mie proprietà), altre a Ravenna (per puro caso, ne ho trovate ancora tante da comprare là). Certo sarà piuttosto semplice, nella dinamica di gioco... Però, come dice mio figlio Simone, "a me emoziona perchè quando compro una strada, allora ce l'ho solo io in tutto il mondo...!" Al di là di tutte le possibile considerazioni, come dargli torto...? ;)

giovedì 10 settembre 2009

Hubble riparte alla grande...

Nella giornata di ieri, caratterizzata dal primo rilascio delle nuove immagini del telescopio spaziale, gli astronomi hanno decretato Hubble un osservatorio completamente "ringiovanito", pronto per una nuova emozionante decade di esplorazione...

"Questo è un altro passo importante nella conferma di questa stupenda missione. Noi europei siamo orgogliosi  di prendervi parte e ci congratuliamo di cuore con gli ingegneri, gli astronauti e gli scienziati che ci hanno portato fin qui", ha detto David Southwood,  Direttore del reparto Scienza ed Esplorazione Robotica dell'ESA, l'ente spaziale europeo che collabora alla gestione del Telescopio Spaziale Hubble.

Anche alla NASA gli entusiasmi, comprensibilmente, non sono meno accesi: "Questo segna un nuovo inizio per Hubble," dice Ed Weller dell'ente spaziale americano. "Il telescopio ha subito una profonda rimessa a punto e ora appare di gran lunga più potente che mai - ben equipaggiato per cavarseala bene nella prossima decade"

Bisogna anche dire che gli entusiasmi, tutto sommato, appaiono giustificati: i nuovi strumenti sono decisamente più moderni di quelli che vi erano istallati in precedenza, sono più sensibili alla luce e dunque promettono di aumentare sensibilmente l'efficienza di Hubble. Il telescopio spaziale è ora in grado di completare le osservazioni in una frazione del tempo che avrebbe dovuto impiegare prima della missione di "aggiornamento". Inoltre, gli scienziati non nascondono anche la soddisfazione aggiuntiva motivata dalla ottima qualità delle nuove immagini (fornite dalla Wide Field Camera 3 e dalla rinnovata Advanced Camera for Surveys) e degli spettri (dal Cosmic Origins Spectrograph e dal Space Telescope Imaging Spectrograph).




Hubble ha davanti a se un cielo meraviglioso...
Crediti: NASA/Hubble


Non sono molte, probabilmente, le missioni scientifiche i cui risultati sono stati così numerosi e incisivi, da aver concorso a ridefinire l'insieme delle conoscenze in un dato settore: Hubble è uno di questi, nel campo astronomico. E con la sostanziale "rimessa a punto", tutto fa pensare che continuerà ad esserlo.

Tutti questi risultati - documentati dalle foto disponibili online - sono una brillante dimostrazione del pieno successo della missione STS-125 effettuata dagli astronauti nel maggio di quest'anno: a loro, e ai tecnici che hanno pianificato la missione, dovremo veramente molto, nella ricerca scientifica d'avanguardia che Hubble promette di poter fare nei prossimi anni...!

SpaceTelescope Press Release

Articolo pubblicato anche su GruppoLocale.it


lunedì 7 settembre 2009

Il Monopoly più grande che c'è...!

Confesso che l'idea mi attira moltissimo. Non so quante ore ho passato, nella mia più giovane età, attorno ad un tavolo da gioco di Monopoly. Ora, il fatto di poter disporre della più grande estensione di gioco immaginabile - virtualmente tutto il pianeta - fornisce decisamente bel più di un motivo per guardare con curiosa eccitazione questo nuovo esperimento del gigante mediatico Google... un Monopoly grande come tutto il pianeta, che sfrutta Google Earth come gigantesco  - impareggiabile - tavolo di gioco.



Tutto sommato, bastava pensarci. I dati erano già tutti pronti, bastava l'idea. In questo senso si potrebbe ragionare sul fatto che sempre più, la forza di Internet sta nella enorme possibilità di fruire dei contenuti assemblandoli in modalità diverse, per obiettivi differenti.. i cosiddetti mashup sono di un'attualità fino a poco tempo fa inimmaginabile, a conferma dell'estrema flessibilità del mondo digitale. E ancora una volta è Google che sperimenta e... si diverte!

 Tra un paio di giorni si comincia. Io allora prendo la candelina, come facevo un tempo, eh ;-)


Monopoly City Streets: Shhhh... Your chance to WIN MONOPOLY fame coming soon!
"This global game will feature an incredible amount of amazing new buildings and building types from MONOPOLY. From humble houses to stupendous skyscrapers and everything in between, never before will you have had the freedom to tailor your property empire exactly the way YOU want it..."


sabato 5 settembre 2009

Riaperta la ricerca del Mars Polar Lander

Nell'emisfero sud di Marte è di nuovo estate, e intanto si accresce la dimensione del mosaico delle immagini disponibil per la ricerca della sonda "dispersa" sul pianeta, il Mars Polar Lander.  Questa sonda arrivò su Mart nel dicembre 2009, ma si persero le comunicazioni in fase di atterraggio, e  da allora non se ne seppe più nulla.



Dove è finito il Mars Polar Lander? Si potrà ritrovare?
Crediti: NASA/JPL

La cosa forse più interessante, nella notizia di oggi, è che questa ricerca non viene compiuta nel chiuso di qualche prestigioso e remoto laboratorio, ma - in omaggio potremmo dire alla moderna era del web - è offerta a chiunque voglia cimentarsi (previo qualche "addestramento" consultando la documentazione online) nel cercare di districare possibili "candidati" nella marea di immagini che sono state rese disponibili in Internet.

Come recita il post nel blog di HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment, dell'Università dell'Arizona - l'imaging ad alta risoluzione di cui è equipaggiato il Mars Reconnaissance Orbiter) già vi sono state numerose segnalazioni di possibili candidati, che naturalmente dovranno essere vagliate dai ricercatori, per poter capire se una di queste veramente rappresenta la sonda "ritrovata" oppure è un qualche artificio nell'immagine.

Così, la caccia al Polar Lander continua e... chissà se l'approccio "distribuito" di tale compito gioverà a ritrovare la sonda. Certo è che la scienza sempre più spesso - e meno male - si apre a contributi "dei non addetti ai lavori", che in vari casi si dimostrano a conti fatti, veramente importanti ed efficaci.


venerdì 4 settembre 2009

La riga di comando, tanto antica quanto... utile!

Mi sono imbattuto in un interessante articolo su Datamation, che porta a ragionare sul rapporto tra linea di comando (quella cosa un pò fuori tendenza, con il prompt del terminale che aspetta lampeggiando pazientemente) e le interfaccie grafiche (caratteristica essenziale di tutti i moderni sistemi operativi).

Condivido il punto dell'articolista: benchè le interfaccie grafiche siano utili soprattutto ai "non troppo esperti", poichè indirizzano ad un congruo sottoinsieme di applicazioni in maniera veloce ed intuitiva (anche se chiaramente le possibilità della linea di comando - sapendone trarre beneficio - saranno sempre decisamente superiori), non possiamo tuttavia scordare che ogni sistema linux - rispetto a Windows e Mac OS - è molto più chiaramente legato alla linea di comando, anzi vi è praticamente costruito sopra (o intorno): l'utente linux ben presto si trova a scoprire che un sacco di roba si può svolgere più rapidamente proprio a linea di comando; ed ancora, nel caso di guai, si può ricorrere propri a tale "antico" tool.


Una sessione bash su Gentoo Linux
Crediti : Wikipedia

Certo la curva di apprendimento per un buon uso della command line è piuttosto ripida. Tuttavia non è difficile ritrovare su Google magari un comando con le opzioni giuste, in caso di bisogno, ed allora basta un copia e incolla e.. il gioco è fatto! Molto meglio una stringa di testo che "apri la quarta finestra, clicca e selezione la quinta opzione, leva il segno di spunta alla finestrina che si apre... etc..", almeno a parer mio!

L'articolista ragione sul fatto che probabilmente qualcosa nella "rincorsa ai desktop Windows e Mac OS" (due sistemi molto meno legati alla riga di comando) è sbagliata, e conviene riposare di più sulla specificità di linux (specificità che a me non dispiace per nulla, tra l'altro). Mi pare un punto di vista - si sarà capito - davvero condivisibile ! :-)

With this close connection, learning about the command line makes more sense in GNU/Linux than in many operating systems. You do not need to be full of command line macho, believing that the only real computing goes on at a command prompt, to appreciate the connection. While the command line is in many ways the opposite of the desktop, in that it is thorough and encourages the gaining of expertise, the two interfaces are complementary. For simple, routine tasks, the desktop is often preferable, especially if you are viewing graphics. If you want to administer your system or fine-tune performance, then the command line is the interface you need.