giovedì 30 dicembre 2010

Giada e il virus di Windows (II)

Racconto a sfondo informatico. Seconda puntata (qui la prima).


Prima di tutto avvenne questa cosa magica. Stefano inserì il dischetto e fece ripartire il computer. Ma invece di non fare nulla, stavolta si accese. 

“Funziona!” esclamò Giada.
“Non come pensi tu”, la calmò subito Stefano.
Certe volte i maschi sono più misteriosi delle donne.
“Ma non è la schermata solita. Anche la musichetta è diversa”, notò Giada.
“Infatti. Siamo partiti con Ubuntu, vedi” disse Stefano. Vicino a Giada si trovava bene, notò che aveva un buon profumo. Delicato, appena percettibile. Concentrarsi su Ubuntu era meglio. Decisamente meglio.
“Ecco vedi, ora hai un sistema funzionante. Prova”, disse Stefano, contento dell’effetto che aveva sortito.
“MmmmMm. Ma non so come ci si muove qui. Cos’è questa barra sopra, per esempio?”

La faccenda sarebbe stata complessa, ma l’aveva messo in conto.
“Vedi, è solo che le cose sono organizzate in modo diverso. Ma quando hai capito la logica, vai tranquilla. Guarda.”
Aprì Firefox. Si collegò a facebook e le avvicinò il portatile.
“Sì funziona! Ma è lento lento però”
Obiezione prevista.
“Certo perché sta girando dal CD. Ogni programma ora lo carica da lì.”
“Ah, ecco. Lo dicevo io. E allora?”
“Allora te lo istallo, così diventa rapido. Va bene?”
“Sul mio computer?”
“E dove, sulla teiera?”
“Quella funziona, grazie.”
“Certo, perché mica ha Vista, quella.”
“Stupido”

lunedì 27 dicembre 2010

Giada e il virus di Windows

Racconto a puntate, a sfondo informatico


Due giorni fermi. Due giorni interi. Senza più facebook, twitter, il blog. Nulla di nulla. Tutto per colpa di questo maledettissimo virus che le aveva infestato il computer. Vai a pensare che per scaricare da Internet quel programma di ritocco foto, avrebbe tirato dentro il computer qualche schifezza. E glielo avevano pure consigliato... Avrà seguito un link sbagliato? Uffa però. Ora aveva il computer sdraiato e non sapeva cosa fare.


Cioè una cosa sì. L'unica. Perlomeno, l'unica gratis. Chiamare Stefano.


"Ciao Giada, come va?"
"Beh insomma, così così. Sai, mi si è piantato il computer..:"
"Da solo?"
"Sì. Cioè.. insomma... non proprio da solo. Ecco, è arrivato un virus, mi sa..."
"E' arrivato tutto da solo?" Che noia Stefano, ora glielo doveva dire.
"OK mi arrendo, Stefano. Ho fatto il pasticcio io, probabilmente. Ho scaricato un programma e quando l'ho istallato... ho provato ad istallarlo.. lui ha fatto il resto."
"Il resto?"
"Ma sì, ora è tutto bloccato, e non va da nessuna parte, tranne in siti.. poco raccomandabili. Mi compaiono delle finestrine di questi siti dappertutto."
"Interessante. Quali siti?"
"Dai non fare il cretino. Insomma poi da quando l'ho fatto riavviare, non parte più."
"Va sui siti porno... o non parte? Non capisco"
"Stefano insomma, il tecnico sei tu! Comunque ora non parte più, uffa.", sbottò Giada. Si poteva pretendere che una ragazza al primo anno di Lettere alla Sapienza sapesse di computer? Insomma ad ognuno il suo mestiere, no? Sapesse fare Stefano, che studiava ingegneria.
"Ho capito."
"Che hai capito?"
"Passo dopo... fammi finire di studiare un pò di analisi due. Verso le cinque potrei essere lì, va bene?"
"Ecco va benissimo." Finalmente l'aveva capito. Insomma, quanto ci vuole ad una ragazza per far fare ad un ragazzo quello che lei vuole, nell'epoca moderna? Pensava fosse più facile.


giovedì 9 dicembre 2010

Luce e (qualche) ombra per il nuovo store di Chrome...

E' da poco stato aperto il "negozio" associato al browser (e al sistema operativo) Google Chrome. Si può raggiungere all'indirizzo 
http://chrome.google.com/webstore


In pratica, è la derivazione del famoso modello, decisamente vincente, dello store per le applicazioni dei vari prodotti Apple, come iPod, iPhone etc. Ci ho girato un pochettino e devo dire che in breve tempo ho scoperto una serie di applicazioni e siti web decisamente interessanti. Il modello di negozio, infatti, suddiviso in categorie, con alcuni elementi "di spicco" posti in maggiore risalto, si presta assai bene a dare un ordine e una rintracciabilità nell'immenso e irregolare arcipelago del web. Un punto centralizzato fa decisamente comodo e aiuta a non perdersi.

Piuttosto, la cosa che all'inizio mi ha un pò disorientato (e ha provocato anche, a quanto pare, il risentimento di alcuni utenti) è il fatto che nello store non si riescono facilmente a distiguere le vere "applicazioni" da quelle che sembrano tali (o si pensa erroneamente che lo siano) e invece altro non sono che semplici link ai rispettivi siti web. Tuttavia è già stato fatto notare - e io concordo appieno - come in realtà si stia vivendo un particolare momento di transizione, durante il quale la differenza tra le applicazioni e i siti web è destinata a diventare sempre più sottile. Aggiungo io, che a breve anche la percezione della rispettiva differenza, per l'utente comune, è destinata pian piano ad affievolirsi fino a scomparire. Complice, ben più che marginale, l'introduzione della versione cinque del linguaggio di programmazione su web, l'HTML5. Il web si sta ricostruendo attorno alle sue potenzialità, grazie alle quali un "semplice" sito web che utilizzi sapientemente HTML5 è già ben più che un sito come lo pensiamo adesso, ma è a mezza strada verso una web app.

Quick Note, disponibile nel nuovo store, è una vera "applicazione" e non un link...
A differenza di altre, Quick Note - disponibile nello store di Chrome - è una vera applicazione web...




Google crede moltissimo nel web: bella forza, direte voi. A differenza di ditte come Microsoft, sbarcate nel web ma proveniente da un'altra storia, "ante-Internet", Google ci è nata, nel web. Non sorprende che il suo sistema operativo, per sua stessa ammissione, sia costruito intorno ad un browser. E mai come da Google al momento si sta imparando come si può spingere avanti il web fino a disporre di una collezione di applicativi online (ma non solo) capaci di girare nel browser e fare tutto quello che un tempo, si affidava ai programmi residenti nel proprio computer.

Questo, come è stato detto più volte, ha delle importanti conseguenze nell'approccio ai computer e all'informatica. Non ultima, il fatto che il sistema operativo del computer sia destinato a diventare sempre meno importante. Al punto che le guerre tra Windows, Linux o Mac sono destinate ad essere pensate come oggi si pensa (per chi la ricorda, poiché parliamo dello scorso millennio) alla disputa tra la qualità del vinile o quella del "nuovo" oggetto, il compact disk. O ancora più indietro, al suono degli amplificatori a transistor rispetto a quelli che utilizzavano le valvole... Tutto va bene, a patto che il sistema abbia un browser moderno in grado di sfruttare le potenzialità del nuovo Internet. Tanto tutto avverrà là dentro, il resto non serve (è il concetto dietro Chrome OS). 


In questo senso, fatemi aggiungere, fa piacere che l'utenza Linux non sia dimenticata: già oggi ho avuto la bella sorpresa di trovare la nuova versione di Chrome - quella che presenta le applicazioni nella pagina iniziale (per la precisione, la 8.0.552.215) - disponibile negli aggiornamenti di Ubuntu.... 


giovedì 11 novembre 2010

Ti piace la pagina?

Mi sto accorgendo che, pian piano, sta riuscendo a Facebook (forte della
sua amplissima diffusione, che la rende praticamente uno standard "de
facto") quello che non è riuscito praticamente mai a nessuno (intendo
sul serio). Avete presente quei tastini blu con "mi piace" che compaiono
sempre più spesso nei diversi siti? Quelli che segnalano su Facebook il
gradimento di una qualsivoglia pagina web, per capirci.
La cosa simpatica è che oltre al numero di persone a cui piace una data
pagina, vengono elencati espressamente i tuoi amici che hanno dato il
gradimento. Siccome gli amici vengono scelti anche in base agli
interessi, non è raro trovarne nelle pagine che visitiamo
personalmente.

Per esempio, a me che per lavoro e per passione scorro diverse pagine e
siti di argomento astronomico (e sempre di più trovo implementate i
widget di Facebook), non è raro imbattermi in un sito che trovo già
"apprezzato" da alcuni miei contatti. Questo innegabilmente rende la
navigazione meno impersonale e aggiunge in alcuni casi un gradevole
senso di comunità.

In questo modo si ottiene una sorta di "gradimento" della pagina, per di
più "personalizzato", che tanti indici e rank secondo me non sono mai
riusciti a rendere interessante.

giovedì 4 novembre 2010

Le sonde marziane ed il cloud computing…


Il team del progetto che ha costruito e che mantiene in opera le sonde Spirit ed Opportunity, è destinato a diventare, in NASA, il primo ad impiegare tecniche di “cloud computing” per la gestione delle missioni giornaliere delle sonde.
Tra gli addetti informatici se ne parla molto, negli ultimi tempi. Il cloud computing è un modo abbastanza nuovo per guadagnare in flessibilità nelle risorse di calcolo, “ordinando” capacità a seconda del bisogno – prelevando le risorse dalla “nuvola”, ovvero da server connessi tramite Internet, dei quali spesso non si conosce la locazione fisica o il numero – pagando solo per le risorse effettivamente utilizzate, evitando sprechi.
Il NASA Mars Exploration Rover Project ha adottato questa strategia la scorsa settimana, per il software ed i dati che il team utilizza per sviluppare le attività giornaliere dei due rover. John Callas, project manager, spiega: “Questo è un cambiamento del modo di pensare alle risorse dei computer e all’immagazzinamento dei dati, allo stesso modo a cui si pensa all’elettricità, oppure ai soldi nel conto in banca. Non devi tenerti tutti i soldi nel portafoglio. Piuttosto, quanto ti servono vai ad uno sportello bankomat e li prelevi. I tuoi soldi rimangono al sicuro, e la banca ne può tenere pochi o tanti, come preferisci tu. Per i dati va nello stesso modo: non ne hai bisogno di tutti quanti al medesimo tempo. Possono essere tranquillamente memorizzati da qualche altra parte, e li puoi ottenere in ogni momento tramite una connessione Internet. Quando abbiamo bisogno di maggiori risorse di calcolo, non è necessario istallare più server se possiamo prendere ‘in affitto’ la capacità necessaria per il tempo che ci serve. In questo modo non andiamo a sprecare elettricità o aria condizionata per dei server che aspettano di essere usati, nè abbiamo a preoccuparci riguardo l’obsolescienza di hardware e sistema operativo”.
Spirit ed Opportunity sono atterrati su Marte nel gennaio del 2004, per una missione la cui durata era stata prevista di appena tre mesi. Sappiamo bene come è andata, poi… Le estensioni della missione sono inaspettatamente continuate per più di sei anni! Opportunity è correntemente attiva, e questo richiede una pianificazione giornaliera da parte di un team di ingegneri del Jet Propulsion Laboratory, come pure di scienziati nel Nord America ed in Europa. Spirit è rimasta invece in silenzio dal marzo di quest’anno, e si pensa che sia in uno stato di ibernazione a basso consumo di energia per affrontare l’inverno di Marte.
Immagine artistica di un rover NASA in esplorazione di Marte. Crediti: NASA/JPL/Cornell University
Ai Jet Propulsion Laboratory fanno notare come il progetto dei rover sia perfetto per il cloud computing; difatti esso si appoggia su una comunità di utenti assai distribuita, che agiscono in maniera collaborativa. Il vantaggio del cloud computing allora è di poter fornire le risorse all’utente da posizioni a lui vicine, guadagnando sul tempo di interazione.
In più, il fatto che le missioni si siano rivelate così inaspettatamente longeve, ha comportato il fatto che il volume di dati impiegati ha superato abbondatemente i piani iniziali, il che rende particolarmente attraente la possibilità virtualmente illimitata del cloud computing stesso.
Ecco un’altra dimostrazione di una missione longeva che si giova, via via, del progredire della tecnica durante il suo (esteso) tempo di operatività. Potrebbe venirne in mente almeno un’altra assai nota… ok, chi ha pensato al Programma Voyager ?? ;-)
(Originariamente pubblicata su GruppoLocale.it)

martedì 5 ottobre 2010

Tifo di squadra...?

Lavoro su piattaforma Mac OS X da molti mesi, ormai. All'inizio ero alquanto scettico e un pò prevenuto, venendo dal mondo Linux, dove vi ero soffermato per  molto molto tempo. Ho provato diverse distribuzioni, nell'arco degli anni... Mandrake, Suse, RedHat, Fedora... Ho assistito all'arrivo di Ubuntu, l'ho provata, ho cercato versioni leggere per il vecchio PC di casa, mi sono sistemato per un pò con Xubuntu. Ho testato PCLinuxOS e ho capito perchè fosse interessante, ho sperimentato con le distribuzioni "leggere" come la straordinaria Puppy Linux. Ho amato KDE e le sue molteplici configurazioni, ho apprezzato la semplicità di Gnome, ho sperimentato altri ambienti desktop.

Anche, ho partecipato - forse un pò faziosamente, ma la passione spesso non guasta - al tiro alla fune "Lascia Windows prendi Linux goditi la libertà vs. molla Linux non ci fai nulla usa Windows" che ha attraversato gli anni scorsi incendiando gli animi degli appassionati di informatica e sistemi operativi. 

Per una contigenza lavorativa - poco prima del Natale del 2008 - sono poi entrato in contatto con il mondo Mac OS X. Superata una diffidenza verso il nuovo ambiente, di cui sono stato afflitto in forma strisciante per diversi mesi, devo dire che al momento mi ci trovo proprio bene. Seguo comunque sempre gli sviluppi di Ubuntu perchè accanto al MacBook ho un desktop che uso con la versione aggiornata della popolare distribuzione linux. Mi piace verificare il diverso stato di maturità dei due ambienti.

Intendiamoci. Ubuntu è una sfida bellissima, colossale. L'unico sistema operativo completamente libero che abbia raggiunto una rilevante diffusione. Un linux (anche se non l'unico) con una attenzione particolare all'utente desktop e alle sue esigenze. Un sistema dove puoi mettere il naso dappertutto, vedere su web i bachi da risolvere, sperimentare quanto vuoi (scaricando le alpha e le beta) oppure rimanere più conservativi utilizzando le versioni "approvate" o perfino rimanendo sulle release "a lungo termine" per anni, aggiornando solo i pacchetti.

Ciò detto, il mio personale parere al momento è che debba fare ancora diversa strada. L'usabilità di alcuni programmi per Mac OS - oso dire - non ha ancora un pieno riscontro sotto linux. Un esempio banale è iTunes. Dopo un periodo iniziale di ambientamento, ormai lo uso con piena soddisfazione: alcune caratteristiche (come le smartlist molto sofisticate) non mi pare abbiano attualmente un corrispettivo su linux. Oltrechè, va detto, graficamente è davvero una chicca.

Per l'editor di testi, c'è il magnifico TextWrangler, gratis. Per uno che viene da gedit, è certo un salto in avanti considerevole. Per uno che sta tentando di completare il suo primo romanzo, poi, c'è il motivo fondamentale, la killer application costituita da Scrivener. Grandioso, putroppo in questo momento senza evidenti corrispettivi su linux.

Dimenticavo, gedit può anche girare nativamente sotto Mac OS.
Anche se non so se davvero serva...
(Crediti: gedit home page)

Potrei continuare, ma il punto è già chiaro. Certo sono anche preferenze personali (e su queste, come dice l'antico adagio, litigare è inutile). Mi permetto solo di registrare quanto il dibattito Win/Linux/Mac sia tuttora viziato da pregiudiziali che definirei "ideologiche". Ad esempio, cercando un player audio per linux che supportasse un sistema di "playlist intelligenti" tipo quelle di iTunes, ho fatto qualche domanda in rete: il fatto ha provocato varie risposte, tra le quali notevoli quelle del tipo "piuttosto che usare iTunes preferisco fare a meno delle smartlist". 

Pienamente legittimo, per carità. Però è quello che definirei una risposta un pò "ideologica", se capite l'uso del termine. Una sorta di "tifo di squadra", a volte bello e anche appassionante, che però a volte non tiene in adeguata considerazione i semplici fatti.

Naturalmente la realtà è complessa, molto più complessa di ogni schematizzazione. Vi sono diversi punti di contatto tra Mac OS e linux, tanto per dirne una. E questo non è poi strano, visto che si basano ambedue sul vecchio e blasonato sistema operativo unix. Sarà mica lui, dunque, il vero "vincitore nascosto"....?

martedì 14 settembre 2010

Grafica la tua casella gmail!

Uno dei vantaggi di usare Gmail (devo ricordarmi di aggiungerlo nelle "pillolette" di perchè usare il sistema di posta elettronica di Google), consiste nel fatto che - in maniera ben più rilevante di altri sistemi - questo gode ormai di un proprio "ecosistema" di estensioni e programmi di utilità che gli ruotano intorno, e contribuiscono ad arricchire, spesso in maniera rilevante, l'esperienza utente. Anche con cose che, in effetti, non si sarebbero normalmente pensate. Per un "normale" sistema di posta elettronica, intendo. Non per Gmail, che appunto - piaccia o no - è più un esperimento di comunicazione su grande scala, ormai. 

L'ultima evidenza che ho trovaro di ciò è una piccola ma deliziosa utility chiamata Graph Your Inbox, che si presenta come una estensione per il browser Google Chrome. Come il nome lascia immaginare, è un tool che, una volta istallato, si presenta come un'iconcina sulla barra superiore del browser. Cliccata, permette di effettuare ricerche entro la casella gmail (i dati non vengono comunicati a nessuno, servono solo per le ricerche stesse). 



Il tool Graph Your Inbox in azione nella mia casella...

In effetti il tool è simpatico e funzionale, e può rivelarsi ben più di un giochino, per la sua capacità di rivelare informazioni "sepolte" nel mare magnum dell'archivio dei mail... Difatti, come ben dice la pagina del relativo sito web "Our inboxes contain a tremendous amount of information. Nearly every substantive action we take online generates email, from buying goods to booking flights to social network activity..."; ormai quasi qualsiasi cosa che facciamo genera uno (o più) mail. 

Beh, direi io, non proprio tutto, grazie al cielo...

giovedì 9 settembre 2010

Perchè Ping non mi entusiasma...

Una certa enfasi ha accompagnato il recente rilascio di iTunes 10, anche per la contestuale introduzione da parte di Apple dei nuovi aspetto "sociali" legati alla musica, con il "quasi social network" chiamato Ping. L'ho provato per un paio di giorni, e benchè abbia degli aspetti interessanti, non posso dirmi esattamente esaltato. E' certamente molto simpatico poter segnalare con un "mi piace" agli amici un album o un brano da iTunes. Tuttavia vi sono limitazioni anche abbastanza pesanti, perlopiù strutturali.

Proprio per queste ultime, Ping non è assolutamente definibile come un social network, e nemmeno vi si avvicina. Se da una parte infatti è simpatico poter dire "mi piace" quando si sfogliano gli album nello store di iTunes, questo ovviamente non è tutto.

Sì, perchè Ping è zoppo. Me ne sono accorto quando, ascoltando con iTunes 10 un album, legittimamente acquistato su emusic.com (scusa, Steve...), mi è istintivamente venuto il desiderio di dare un "like" da inviare al mio flusso Ping. Ebbene, per quanto sia frustrante, non si può. Sarebbe bastato un bottoncino, magari che linkasse l'analogo album su iTunes Store (non posso pretendere altre sorgenti di riferimento, da iTunes), ma niente. Nisba, nada.

La morale, devi fare i like dentro iTunes Store. Sarei così dovuto entrare nello store, cercare l'album e (se trovato) cliccare sul bottoncino "mi piace". Seccante, perchè l'aspetto promozionale così accentuato azzoppa in maniera vistosa le potenzialità dell'idea. Mi è passata la voglia.

Un'altra cosa che potrebbe dare fastidio a taluni (tanto per dire, a chi usa linux, o già anche un player diverso da iTunes) è che il tutto "vive" dentro il software stesso. Ping è solo dentro iTunes, non esiste nel web "normale". Non c'è nemmeno una "mappatura" in una pagina web, di quello che accade su Ping.

Ora consentitemi, ma con tutti che gli si vuole bene, al magico Steve... ma se la Microsoft avesse fatto una cosa simile, non si sarebbero levati ampi e articolati cori di protesta contro il modello "chiuso", stigmatizzando la sfacciata operazione promozionale che si nasconde dietro questa "spruzzatina" di social network?

Peccato, perchè Ping ha tante potenzialità. A cominciare dal fatto che puoi seguire i vari "big" della musica, essere informato sui concerti e sugli eventi, e così via. Ma non tutti vivono dentro iTunes. E il web ha fatto tanto per rimanere indipendente dalle piattaforme specifiche (la "guerra fredda" tra gli standard del consorzio W3C e le istruzioni "particolari" di Explorer, ad esempio. Ricordate i siti che - tristemente - si vedevano bene solo con IE ?); e ormai siamo troppo scafati per farci imbrigliare dentro una piattaforma o un sistema operativo. Siano pur ottimi (come lo è iTunes, che uso, ed anche Mac OS, che uso)...


giovedì 2 settembre 2010

Sette cose che puoi fare in KDE, ma non in Windows


"When I tell people that I use Linux, they look at me with pity. In their minds, I have just confessed to being a fanatic who is willing to undergo daily hardship and inconvenience in defense of my beliefs.
When I go on to tell them that the KDE desktop is in many ways more innovative than Windows 7, the looks of pity changes to caution. I am not only a fanatic, they conclude, but delusional and potentially dangerous"
Interessante e gustoso articolo sulle cose che si possono fare in KDE e non in Windows 7. Certo ancor più intrigante... sarebbe stato un confronto "a tre" che includesse anche Mac OS X, ma probabilmente sarebbe diventato troppo lungo. E' anche vero che non esaurisce i termini delle questione (ad esempio ogni "pezzo di hardware" di qualsiasi tipo "parla" con windows, putroppo non è ancora vero per linux!) Già così comunque merita una attenta lettura :-)

lunedì 30 agosto 2010

Sul nuovo wallpaper per Ubuntu...

Il tempo passa e il nuovo Ubuntu che verrà, la versione 10.10 Maverick Meerkat, prende forma. La soluzione di innovazione nella continuità, che contraddistigue la famosa distribuzione, ha senza dubbio molti meriti (continuità = stabilità per molti versi). Tuttavia alcuni cambiamenti sembrano troppo minimali a volte e non ottengono l'entusiasmo degli utenti: ad esempio il nuovo wallpaper di default - a detta di molti (guardate i commenti qui ad esempio) non si differenzia che in minima parte da quello della versione attuale, ed è giudicato dai più di bassa qualità.





"Official 10.10 wallpaper is unappealing" Così recita infatti la segnalazione di bug su Launchpad. Tutto sommato non si può dar torto alle critiche: osare un pò di più dovrebbe essere possibile (anche per risolvere il famoso baco numero uno una volta per tutte...). Tuttavia se va considerato che quello che vediamo non è affatto definitivo, sorprese da qui ad ottobre possono sempre arrivare.


Non posso tuttavia trattenermi dal notare (senza troppa retorica) l'attrattiva della specificità dello sviluppo di una distribuzione Linux.. tutto aperto, tutto conoscibile molto prima del rilascio ufficiale. Forse toglie un pò la sorpresa ma lo fa sentire un pò più "di tutti". Laddove per altri sistemi bisogna rincorrere le indiscrezioni, qui è tutto sotto il sole. Tutto. Anche i wallpaper bruttini... ;)


Grazie a OneOpenSource per lo spunto per il post.



martedì 17 agosto 2010

Facebook e Google, uno scontro tra giganti...

Tra le mie letture estive è recentemente capitato il libro "The Facebook Effect". Il volume è una dettagliatissima (anche troppo, forse) storia di come il famoso social network si è sviluppato e ha preso via via "il volo", ben oltre l'ambito dei campus universitari dove era stato ideato, oltre le aspettative degli stessi ideatori.  Nel libro ho già colto diversi punti di interesse (tra i quali, ma vorrei ritornarci, il ruolo chiave del software open source che ha permesso che l'idea di Facebook si sviluppasse, con il solo costo dei server usati per ospitare il sito. Uno studente "normale" come Mark Zuckerberg non avrebbe potuto permettersi - a suo tempo- costose licenze).

Facebook, piaccia o meno, è ormai una sorta di "standard" per il web. Trasmissioni radiofoniche e televisive, testate giornalistiche, autori letterari e poeti, scienziati e istituzioni come la NASA (e mille altre) hanno la loro pagina facebook, spesso eletta a strumento principe per l'interazione con il pubblico.

Molte persone che usano Facebook non si intendono di web2.0 e delle sue sottigliezze (nemmeno conoscono Twitter, sovente). Dire "non mi piace facebook" è ormai come dire "non mi piace la posta elettronica". Può essere bellissimo o terribile (a seconda dei punti di vista), ma con buona pace di tutti, allo stato attuale è semplicemente uno standard. 



More about The Facebook Effect



Se Facebook è un "gigante", l'altro gigante del web attuale, Google, non sta a guardare. Nonostante abbia compiuto diversi errori strategici e scelte opinabili (i tentativi "sociali" con Jaiku, la chiusura di Wave, la gestione bizzarra di Buzz con tutti i problemi di privacy sollevati inizialmente), continua a cercare la strada per un social network che possa insidiare Facebook. La vera battaglia è questa (e in palio vi è il controllo della pubblicità su web, mica bruscolini). Anche Facebook non è ferma sugli allori ma continua a lavorare per migliorare l'esperienza di navigazione sul suo sito.

Insomma, i contendenti affilano le armi. C'è del positivo, in questo: lo sforzo tecnologico e innovativo derivato da questa rincorsa è notevole, e dovrebbe produrre risultati interessanti. Un ovvio appunto, ma significativo, è che sono entrambe aziende che - guarda caso - si sono ampiamente e dichiaratamente basate sul software e sulla filosofia open source. Poi dicono che non paga...

Ma ormai i tempi sono maturi. Gli eserciti schierati: la vera battaglia sta per iniziare.
Noi utenti stiamo a guardare (e a sperimentare). 

mercoledì 11 agosto 2010

KDE arriva alla versione 4.5 !

E' stata rilasciata appena ieri la versione 4.5 dell'ambiente deskop KDE per linux. Da quanto si può leggere nelle note di rilascio, in questa versione il team si è concentrato essenzialmente sulla "stabilità e completezza  dell'esperienza desktop". La bellezza di 16.000 bugs sono stati risolti, e molte richieste degli utenti sono state  esaudite. 



Usare KDE per fare scienza... e divertirsi!

L'amorosa cura degli sviluppatori è andata principalmente verso il nuovosistema di notifiche di Plasma, verso l'applicativo Marble, verso il brower Konqueror (il "navigatore" della suite KDE) che ora può usare l'ormai onnipresente Webkit come motore di rendering delle pagine.  Anche il Plasma Netbook, il workspace KDE per piccoli notebook e netbooks, ha potuto beneficiare di sostanziali migliorie in questa versione (e non stupisce, poichè la fetta di mercato dei piccoli computer sta diventando sempre più importante, come riconosceva anche lo sviluppatore Ubuntu Jono Bacon nell'intervista di cui al post precedente). Vi è poi una miriade di altri miglioramenti che potete trovare descritti nelle pagine relative all'annuncio della versione nel sito di KDE.




La prossima versione con nuove features è prevista per il gennaio del prossimo anno, mentre a cadenza circa mensile verranno rilasciati gli update della 4.5 focalizzati principalmente nella correzione di ulteriori bugs.
  
Nonstante sia da tempo uomo Gnome / Mac OS X (passai a Gnome più o meno alla versione 4.0 di KDE che non era - a detta ormai di tutti-  piuttosto insoddisfacente, e non mi andava di rimanere nella 3.x) quando vedo il gran lavoro fatto per ogni nuova versione di KDE, mi vien voglia, se non di dargli un'altra possibilità, almeno di provarlo un pò... :-)


KDE, an international Free Software community, is happy to announce the immediate availability of the KDE Applications 4.5. Be it the high-quality games, educational and productivity software or the useful tools, these applications have become more powerful, yet easier to use.


martedì 10 agosto 2010

Ubuntu: nessun fork di Gnome

Mi sono imbattuto in rete in una interessante intervista al Community Manager di Ubuntu Jono Bacon; consiglio la lettura agli appassionati di linux (in particolare, Ubuntu) che mastichino un poco di inglese. 

In essa infatti vengono toccati diversi temi, tra i quali le numerose "variazioni" sulla versione standard dell'ambiente desktop Gnome ormai di default su Ubuntu, ed anche la possibile adozione del browser di casa Google, Chrome, come software di default per la navigazione Internet (sul medio periodo, Firefox in effetti è consistentemente a rischio dall'avanzata di Chrome/Chromium, a mio parere).

Una schermata di Ubuntu 10.04
Leggendo le risposte, non si può fare a meno di riflettere sulla specificità dell'open source; "piegare" un software alla propria visione, come sta avvenendo per Gnome da parte del team di Ubuntu, è ovviamente possibile solo se si può accedere al tale software in modo da poterlo plasmare, e non come una scatola chiusa. Un indubbio vantaggio, in molte situazioni. Senza retorica....

lunedì 9 agosto 2010

Ciao ciao Google Wave...

Il web è indubbiamente un posto strano, allo stato attuale: un posto dove anche le idee migliori possono essere abbandonate da un momento all'altro. In pratica, un posto dove vale in sommo grado la logica di mercato: se un prodotto non funziona entro un certo tempo, si abbandona. Così sta succedendo per l'innovativa piattaforma Wave di Google.

Mi dispiace molto che venga abbandonata così, o meglio lasciata ristagnare senza più sviluppo. Avendoci giocato un pò, lo consideravo un valido strumento per collaborare a distanza su un dato progetto. La scommessa aveva tutte le carte in regola: protocollo aperto ed estendibile, possibilità di creare applicazioni da "incastrare" al suo interno, etc... A mio avviso, il mix tra posta elettronica, messaggi istantanei e una sorta di "office online" avrebbe sicuramente trovato la sua strada.

Start a new Wave.. ma fino a quando? (Credits: Google)   


Il punto è forse che una piattaforma così innovativa non poteva che farsi strada nel tempo. Intendo dire che forse le valutazioni dei capoccioni di Google sono state troppo affrettate, questa volta. E' chiaro che il "motore" delle azioni di Google in gran parte è il profitto. Ma a volte anche il profitto, per  realizzarsi, prende il suo tempo....

mercoledì 14 luglio 2010

Intarsi.. di disco rigido!

Questa immagine compare qui, in un blog di argomenti tecnici, ma potrebbe figurare benissimo in tutt'altro contesto, quale ad esempio una galleria di arte moderna. A volte tuttavia l'arte, o quello che ci può sembrare tale, viene "generata" in contesti del tutto inusuali. Non è infrequente trovare immagini "artistiche" ad esempio in ambito astronomico (e nel sito GruppoLocale.it tentiamo di renderne conto, quando ci capita di imbatterci in qualcosa di tal genere), ma è forse più raro trovare un output di un programma per computer, davvero artistico come quello prodotto da GrandPerspective per Mac. 



Come GrandPerspective vede una zona del disco rigido del mio MacBook. Ora devo solo scoprire a quali dati corrispondono tutti questi piccoli quadratini nella parte destra.... ;)


GrandPerspective genera una figura (zoomabile) che è una rappresentazione della grandezze e della natura dei files che si trovano sul proprio disco rigido. Arte a parte (scusate il bisticcio) è un modo molto rapido ed efficace per andare a "stanare" programmi e files magari non più utili che invece levano utile spazio per altre applicazioni... 

... il tutto, appunto, con una spiccata sensibilità artistica, che non guasta!

venerdì 18 giugno 2010

Google (anche) a riga di comando...

Più passa il tempo più il sistema di Google diventa veramente un sistema operativo globale, sul più grosso network distribuito del mondo. Ora anche l'accesso a riga di comando: Internet nella sua versione più potente e flessibile... per gestire i dati nella nuvola come su una "linux box" locale...

Posted via web from SegnaleRumore Express

giovedì 10 giugno 2010

Che browser usa chi viene qui?

Come piccola curiosità, ecco qui le statistiche riferite al browser adottato, per i più recenti 500 accessi a questo sito (grazie ai preziosi servigi di Statcounter.com)... come potete vedere, Firefox la fa ancora da padrone, ma buon secondo arriva già Chrome, che ha sopravanzato Internet Explorer. Gli altri (Mozilla, Opera, Safari) seguono dietro...


Rilasciata la seconda beta di KDE 4.5

KDE ha rilasciato oggi la seconda versione beta di quello che è destinato a diventare KDE SC (software compilation) 4.5.0, nell'agosto di quest'anno. Naturalmente non è destinata ai computer "in produzione" ma solamente a chi voglia sperimentare un pò con il software più aggiornato (ma ancora con qualche bachetto). Dicono quelli di KDE che vogliono arrivare ad una versione "solida come una roccia" e dunque i lavori continuano fervidamente, nonostante un gran numero di problemi siano già stati risolti.


Una schermata del nuovo KDE, dove tra l'altro si nota in bella evidenza la pagina del nuovo programma Jointhegame attraverso la quale si può finanziare il progetto diventanto "supporter" :-)

KDE SC 4.5 si porta appresso diversi miglioramenti, tra i quali possiamo listare:
  • rinnovata area di notifica, il protocollo basato su D-Bus dovrebbe garantire un look and feel uniforme e consistente tra le diverse applicazioni
  • migliorie consistenti nel sistema di gestione della finestre e negli effetti grafici
  • gli utenti che preferiscono WebKit come "motore" per il browser Konqueror da ora potranno installarlo ed usarlo in luogo del classico KHTML


giovedì 3 giugno 2010

Rilasciata nuova versione di Stellarium

Due nuove versione per il popolare programma Stellarium, che permette di esplorare la volta celeste, traendo vantaggio da un notevole database che comprende oltre 600.000 stelle (con cataloghi extra di più di 120 milioni di oggetti!), con la rappresentazione delle costellazioni, immagini delle Nebulose (tutto il catalogo di Messier), rappresentazione realistica della Via Lattea, pianeti e satelliti. Include effetti realistici di alba e tramonto, zoom, controlli telescopio...

... insomma ce ne sono di caratteristiche interessanti, per convincere a fare un giro con Stellarium anche a chi sia anche solo vagamente appassionato di astronomia...!



Una schermata del programma Stellarium.
Si parte dal quartier generale di ESO, a Garching, presso Monaco di Baviera...


La versione 0.10.3 è stata rilasciata il 29 gennaio, con nuove caratteristiche come dei plug in per predire la posizione di satelliti artificiali, un database che incorpora un'altra "cultura del cielo" (quella Azteca) e altre cose di cui vi lascio il piacere della scoperta ;)

La versione 0.10.5 è appena di ieri, e comprende una correzione di numerosi bugs, un tempo di caricamento ridotto e altre migliorie.

Stellarium è disponibile per i maggiori sistemi operativi (Windows, Linux e Mac OS X) ed è gratis e per di più è "open source". Che si può pretendere di più...?

Il sito web di Stellarium è www.stellarium.org .

sabato 29 maggio 2010

Accesso libero a Wave di Google

Molto interessante il fatto che Google Wave sia diventato aperto per tutti, senza necessità di attendere un invito da parte di un iscritto (cosa che comunque era diventata abbastanza facile).

Avendolo sperimentato per qualche tempo, posso dire che Wave è un protocollo per Internet realmente nuovo e flessibile, di comodo impiego in diverse situazioni. Dove eccelle, comunque, è come strumento collaborativo; lavorare su una Wave è un modo facile ed efficiente di organizzare le informazioni e di sviluppare bozze di documenti, ad esempio.

Il sistema di plugin garantisce flessibilità ed espandibilità a tutto il sistema.

Forse fatica un pò ad affermarsi: questione di una "inerzia di primo distacco" dagli strumenti più tradizionali, come la email?


mercoledì 19 maggio 2010

Apple / Adobe peace proposal

Interesting article, dense with links to reference litterature on the topic of Apple / Adobe war around allowing Flash into iPhones and iPods, and a proposal path to peace.

http://www.infoworld.com/print/122878

martedì 11 maggio 2010

Perchè uso gmail #0

Con questo post vorrei cominciare a stilare una piccola lista dei motivi che mi hanno portato piano piano ad appoggiarmi alla mail di Google (la ormai famosissima Gmail) come provider ed interfaccia d'elezione per le mie comunicazioni di posta elettronica, a più o meno sensibile scapito delle altre (numerose) possibilità alternative. Spinto in questo, anche, dalla "ruminazione" personale di un piccolo "dibattito" che è avvenuto a più riprese anche nel mio Istituto, dove comunque la mia posizione è sposata (in gradazioni diverse) da un numero non indifferente di ricercatori.

Gmail fin dal suo apparire è stato a buon diritto considerato "innovativo" per una ampia rosa di motivazioni, spaziando dagli aspetti più tecnici (interfaccia con uso accorto di AJAX e delle tecnologie emergenti) a quelli più "sociali" (modello conversazionale, etc); pertanto la scelta lungi dall'essere "riduttiva" penso possa dare il destro per ragionare ad ampio spettro sul web "moderno" nelle sue varie declinazioni. 

In prima battuta, avevo pensato ad un post sul blog SegnaleRumore, con una lista di "motivi" che mi rendono l'esperienza di gmail appealing più di altre. Poi ho ipotizzato però che sarebbe stato forse più interessante spezzettare il post in una serie di diverse pilloline, che possono agevolmente trovare collocazione sul blog "cugino", SegnaleRumore Express. Questo mi serve anche per sperimentare modi d'uso che possano essere specifici per la piattaforma Posterous che lo ospita...
A questo punto, direi che risulta definito lo scenario. Il prossimo post con un primo "motivo" (e se volete aggiungere il vostro, scrivete pure a post@segnalerumore.posterous.com) ... 


giovedì 6 maggio 2010

Rilasciato KDE 4.4.3

E' appena arrivata la terza release dell'ambiente desktop KDE 4.4, l'alternativa principale a GNOME (o viceversa, a seconda dei gusti), nonché "motore" di distribuzioni come Kubuntu, Mandriva, e molte altre. 

Dall'annuncio sul sito di KDE, si evince come questa (dal curioso codename "cuality") sia più che altro una release di bugfix e di aggiornamento delle varie traduzioni; in ogni caso è un aggiornamento raccomandato per chiunque usi KDE 4.4.2 o antecedenti.



Tra le migliorie, vengono segnalate:
  • numerosi fix in Konsole, l'emulatore di terminale di JDE
  • il supporto a Flash in KHTML è stato migliorato per poter lavorare con le nuove "skin" di YouTube
  • alcuni fix minori nella libreria di I/O KIO
  • vari altri fix orientati principalmente alla prevenzione di crashes e instabilità dell'ambiente desktop

martedì 4 maggio 2010

Eccola, Ubuntu DieciZeroQuattro


DieciZeroQuattro
Originally uploaded by mcastellani
E' fatta, ho appena aggiornato la mia linux box alla Ubuntu 10.04! Con piacere devo dire che la procedura di upgrade si è svolta senza patemi e praticamente nessun intervento da parte mia (a parte confermare la sovrascrittura di alcuni files di sistema).

Ora, di esplorazioni dettagliate della nuova release ve ne sono tantissime in rete (ad esempio in italiano c'è quella su webnews, ma basta googlare un pò  per trovarne a bizzeffe), dunque qui mi appunto solo qualche impressione d'uso. Diciamo, quello che mi colpisce senza "raspare" troppo sotto la superficie, al primo approccio. Vediamo...
  • per un "malato" di social networks come il sottoscritto, Ubuntu 10.04 si presenta con un aspetto davvero interessante: è spiccatamente sociale. E' infatti integrato il client gwibber (giunto ormai alla release 2.30.0.1) che supporta Twitter, StatusNet, Facebook, Identi.ca, Digg, FriendFeed ed anche Qaiku (un servizio di microblog con supporto alle lingue che mi piace molto, di cui ho già parlato nel blog, e del quale ho curato buona parte della traduzione dell'interfaccia in italiano). Di più, non è soltanto incluso, ma fa parte del concetto "sociale" di Ubuntu, per il quale si può intervenire sulla propria "presenza online" direttamente dalla barra di stato superiore di Gnome. Sono molto curioso (e lo sono anche gli sviluppatori) di capire se l'inclusione nativa di Qaiku in Ubuntu porterà nuovi utenti a mettere il naso in questa interessante ma ancora poco conosciuta piattaforma.
  • Si è molto parlato in rete del nuovo negozio di musica online che arriva integrato dentro il "software di gestione e riproduzione musicale per GNOME" Rhytmbox, arrivato alla versione 0.12.8 (ma questo vezzo di andare avanti con le versioni zero punto qualcosa non lo vogliamo perdere??). Ho appena dato un'occhiata e tra l'altro i prezzi di diversi album sono molto interessanti e almeno in alcuni casi, nettamente inferiori a iTunes. Ma per qualche motivo ho provato ieri e oggi ad effettuare un acquisto senza riuscire a completare l'operazione.. si ferma a metà della procedura. Aspettiamo e riproviamo ;)
  • Gli sfondi e tutto il desktop GNOME hanno il mio plauso, per la ricerca estetica che mi pare abbia avuto ottimo esito. Complessivamente, mi sembra abbastanza chiaro che Mac OS X sia stato ben tenuto in conto dagli sviluppatori di Ubuntu (fino ai particolari come le iconcine sulla parte sinistra delle finestre)... ma va bene così, no problem ;)
  • Anche l'Ubuntu Software Center (il cui riferimento non troppo nascosto è ancora il repositorio software online di Mac OS X) ha fatto rilevanti progressi. E' più facile e piacevole navigare tra le categorie per scegliere il software da istallare... gratuitamente, per giunta!
Insomma, a me piace. Sicuramente vi sono cose da migliorare e da sistemare (incluso qualche stranezza di gwibber, a me continua a dare errore di autenticazione in Qaiku nonostante abbia inserito già un paio di volte la API corretta... ), ma mi pare siamo arrivati ad una versione di tutto rispetto; una delle rappresentazioni più importanti - forse la più rilevante al momento attuale - di un sistema operativo open source.

... voi che ne pensate, sto esagerando ?

mercoledì 21 aprile 2010

Al via GruppoLocale e SegnaleRumore Daily News!

Rimaniamo ancora in ambito web con questo post, stretto parente di quello inviato ieri su GruppoLocale.it riguardante l'omonimo account Twitter.  Oltre alla lista appena inaugurata @gruppolocale/astronomia, grazie ai servizi del sito http://paper.li ora disponiamo anche di un simpatico "quotidiano astronomico", raggiungibile all'indirizzo http://paper.li/gruppolocale.



L'edizione appena uscita, disponibile su http://paper.li/gruppolocale


Sulla stessa lunghezza d'onda, mi sono dato un pò da fare per creare un analogo giornale che spaziasse sugli argomenti trattati da SegnaleRumore.it. Per l'occasione, ho innanzitutto dato una rispolverata al relativo account Twitter, aggiungendo una lista chiamata linux (lo so che ce ne stanno a iosa, ma ne volevo una configurabile secondo i miei gusti... sperando non siano solo i miei!); dopodichè sono passato per paper.it ancora una volta, per creare il SegnaleRumore Daily News.

Per gli interessati, dirò che il sistema è semplicissimo da configurare; in pratica basta autorizzare il sito ad accedere al proprio account Twitter, poi ci pensa lui ad estrarre le "notizie" che acquisisce dalla timeline propria e di quella delle persone che si seguono. L'effetto non è malvagio, a mio avviso... Comunque, giudicate voi!



Una sezione del primo numero di SegnaleRumore Daily News ...
acchiappatelo prima che diventi materia per collezionisti ! ;)


Tenete presente che - come ogni quotidiano che si rispetti - si ha una sola edizione ogni 24 ore. L'unica differenza è che - almeno per ora - non li potete trovare in edicola ... ;)




venerdì 9 aprile 2010

In arrivo Scribfire per Chrome

Con piacere noto che è finalmente in arrivo la versione di Scribfire per il browser Chrome (è appena stata rilasciata la alpha). Scribfire è secondo me uno degli add-on più interessanti per chi voglia inviare messaggi sui propri blog, usando semplicemente il proprio browser. Personalmente lo sto usando da molto tempo attraverso Firefox: ad esempio, da diverso tempo tutti i miei post su GruppoLocale.it vengono redatti con tale eccellente software. 

Delle eccellenti doti di snellezza e velocità di Chrome (e naturalmente di Chromium, il suo corrispettivo Open Source) abbiamo già parlato diverse volte in questa sede. Il divario tra le estensioni di Firefox e quelle disponibili per Chrome è certamente ancora elevato e a vantaggio della Volpe di Fuoco, ma ho la sensazione che le cose stiano rapidamente cambiando. Chi scrive, dopo anni e anni di Firefox, da un pò ha mutato le sue abitudini e eletto Chrome come browser predefinito, sia su Ubuntu che su Mac OS (i suoi due ambienti preferiti). Firefox, bisogna dirlo, è super accessoriato, ha moltissimi altri meriti, ma è sensibilmente più pesante. 

 

Questo post è il primo che scrivo con la versione alpha di Scribfire per Chrome. Mi sembra giusto (ed anche... squisitamente ricorsivo) che venga dedicato proprio a Scribifire. Software che, su Firefox o Chrome, vi inviterei a provare (certo per Chrome ricordatevi che è appunto ancora in fase alpha, ovvero molto preliminare), se siete affezionati alla scrittura su blog, sistematica o occasionale che possa essere... 

Ora, se leggete il post, vuol dire che comunque sta funzionando.. ;)

giovedì 8 aprile 2010

FlickrPad, spingersi oltre l'iPad di Apple...

Decisamente, l'arrivo sul mercato dell'iPad di Apple, sta smuovendo il mercato dell'hardware e del web in maniera rilevante. Il semplice fatto che tale device non supporti Flash ha fatto sì che praticamente tutti i più grandi siti che hanno sempre utilizzato questa tecnologia, si siano affrettati ad elaborare soluzioni alternative. Il che non guasta, visto che l'HTML ultima versione (la cinque) in effetti permette di realizzare cose che prima potevano solo appoggiarsi a soluzioni di terze parti.

Di conseguenza ne deriva una salutare "svecchiata" di gran parte dei siti web e una spinta compatta verso l'adesione agli standard più recenti. Prima ancora di essere commercializzato (non parliamo poi di quando sarà diffuso!), l'iPad fa sentire i suoi effetti. Solo ad Apple riescono queste cose? Pura strategia di marketing, o c'è dell'altro?

Comunque l'iPad ha già agguerriti competitori. Guardate il video per scoprire un'ottima soluzione alternativa (tra l'altro, più economica...)

Posted via web from SegnaleRumore Express

martedì 30 marzo 2010

Google Docs, il tuo filesystem "distribuito"...

Si è parlato molto, nel recente passato, del fantomatico GDrive, ovvero un servizio di Google, sempre in procinto di essere rilasciato, che avrebbe permesso agli utenti di mantenere i propri files in the cloud, accessibili da ogni postazione connessa ad Internet.

Ebbene, la storia ha dimostrato che l'approccio poi scelto da Google è piuttosto stato quello sapiente dei piccoli passi: in pratica, nessun "nuovo" servizio da lanciare con grande clamore, nessuna nuova "beta" ad inviti. Piuttosto, una progressiva (ed assai logica, con il senno di poi) estensione delle caratteristiche di un servizio già esistente ed attivo, quale Google Documenti. Questo in effetti sembra ora il vero GDrive, e dunque potremmo finalmente dire che il servizio è ufficialmente attivo.


Cosa sono infatti le nuove caratteristiche quali la (comodissima) condivisione delle cartelle, la possibilità di caricare qualsiasi tipo di file, se non l'implementazione dentro Google Documenti delle principali caratteristiche del tanto atteso "disco remoto" di Google?

Me ne sono accorto assai bene proprio nella giornata di ieri, lavorando con i files di un testo di astrofisica; le possibilità di cambiare nome ai files, ordinarli per data di modifica o di accesso, di selezionare per ognuno -in forma davvero "granulare" - i permessi di accesso, di marcarne alcuni come "speciali" con la famosa stellina gialla... mi sono apparsi tutti come evidenze di un interessante filesystem distribuito,  con le sue peculiari caratteristiche, ormai in fase di avanzata implementazione.



Il filesystem virtuale di Google Docs: i file possono essere elencati con la classica "lista" oppure anche con un comodo "preview", come in questo caso...

In realtà è più di questo; difatti oltre alla capacità di archiviare i files e condividerli con chi si vuole, vi sono delle applicazioni specifiche per l'accesso e la fruizione "in rete" di tali files, a seconda della tipologia: dalla possibilità di editare i files con un semplice ma funzionale word processor (tra l'altro, compatibile con i files .doc) a quella più recente di poter visionare i files PDF... 

Insomma, tutto parte di un costituendo ecosistema distribuito, su cui Google sta evidentemente puntando parecchio. Con la competenza che - indubbiamente - anche i detrattori devono riconoscerle...

giovedì 18 marzo 2010

Amarok "Clear Light"





"Team Amarok is proud to announce Amarok 2.3.0. It contains many improvements and bugfixes over Amarok 2.2.2 as well as many new features.... "

Amarok è sicuramente un ottimo player per linux. Eccolo presentarsi all'appuntamento con la versione 2.3.0, nome in codice Clear Light (il che, da buon fan di Mike Oldfield, mi fa subito pensare a questa musica, come del resto Amarok stesso mi fa ovviamente pensare a questo meraviglioso disco...).

Ecco, rischiando di inimicarmi una bella parte della mia peraltro ristretta mia platea di lettori, mi azzarderò a dire (opinione peraltro anche espressa in un commento al video stesso della presentazione) che Amarok forse non è ancora al livello di competere pari a pari con player per altri sistemi operativi come (diciamolo) iTunes.


Ciò detto, va pure rimarcato come sia comunque un software completo e piuttosto potente; sicuramente per gli utenti KDE è una scelta ottima e gratificante, scelta che può contribuire non poco a rendere l'ambiente desktop più confortevole e comodo anche sotto il profilo della gestione della propria collezione di file audio (nonché delle radio internet e dei podcast, sezione recentemente potenziata)

Il video stesso è bel realizzato e ho trovato la musica davvero gradevole.. il che non guasta! ;-)