giovedì 30 dicembre 2010

Giada e il virus di Windows (II)

Racconto a sfondo informatico. Seconda puntata (qui la prima).


Prima di tutto avvenne questa cosa magica. Stefano inserì il dischetto e fece ripartire il computer. Ma invece di non fare nulla, stavolta si accese. 

“Funziona!” esclamò Giada.
“Non come pensi tu”, la calmò subito Stefano.
Certe volte i maschi sono più misteriosi delle donne.
“Ma non è la schermata solita. Anche la musichetta è diversa”, notò Giada.
“Infatti. Siamo partiti con Ubuntu, vedi” disse Stefano. Vicino a Giada si trovava bene, notò che aveva un buon profumo. Delicato, appena percettibile. Concentrarsi su Ubuntu era meglio. Decisamente meglio.
“Ecco vedi, ora hai un sistema funzionante. Prova”, disse Stefano, contento dell’effetto che aveva sortito.
“MmmmMm. Ma non so come ci si muove qui. Cos’è questa barra sopra, per esempio?”

La faccenda sarebbe stata complessa, ma l’aveva messo in conto.
“Vedi, è solo che le cose sono organizzate in modo diverso. Ma quando hai capito la logica, vai tranquilla. Guarda.”
Aprì Firefox. Si collegò a facebook e le avvicinò il portatile.
“Sì funziona! Ma è lento lento però”
Obiezione prevista.
“Certo perché sta girando dal CD. Ogni programma ora lo carica da lì.”
“Ah, ecco. Lo dicevo io. E allora?”
“Allora te lo istallo, così diventa rapido. Va bene?”
“Sul mio computer?”
“E dove, sulla teiera?”
“Quella funziona, grazie.”
“Certo, perché mica ha Vista, quella.”
“Stupido”

lunedì 27 dicembre 2010

Giada e il virus di Windows

Racconto a puntate, a sfondo informatico


Due giorni fermi. Due giorni interi. Senza più facebook, twitter, il blog. Nulla di nulla. Tutto per colpa di questo maledettissimo virus che le aveva infestato il computer. Vai a pensare che per scaricare da Internet quel programma di ritocco foto, avrebbe tirato dentro il computer qualche schifezza. E glielo avevano pure consigliato... Avrà seguito un link sbagliato? Uffa però. Ora aveva il computer sdraiato e non sapeva cosa fare.


Cioè una cosa sì. L'unica. Perlomeno, l'unica gratis. Chiamare Stefano.


"Ciao Giada, come va?"
"Beh insomma, così così. Sai, mi si è piantato il computer..:"
"Da solo?"
"Sì. Cioè.. insomma... non proprio da solo. Ecco, è arrivato un virus, mi sa..."
"E' arrivato tutto da solo?" Che noia Stefano, ora glielo doveva dire.
"OK mi arrendo, Stefano. Ho fatto il pasticcio io, probabilmente. Ho scaricato un programma e quando l'ho istallato... ho provato ad istallarlo.. lui ha fatto il resto."
"Il resto?"
"Ma sì, ora è tutto bloccato, e non va da nessuna parte, tranne in siti.. poco raccomandabili. Mi compaiono delle finestrine di questi siti dappertutto."
"Interessante. Quali siti?"
"Dai non fare il cretino. Insomma poi da quando l'ho fatto riavviare, non parte più."
"Va sui siti porno... o non parte? Non capisco"
"Stefano insomma, il tecnico sei tu! Comunque ora non parte più, uffa.", sbottò Giada. Si poteva pretendere che una ragazza al primo anno di Lettere alla Sapienza sapesse di computer? Insomma ad ognuno il suo mestiere, no? Sapesse fare Stefano, che studiava ingegneria.
"Ho capito."
"Che hai capito?"
"Passo dopo... fammi finire di studiare un pò di analisi due. Verso le cinque potrei essere lì, va bene?"
"Ecco va benissimo." Finalmente l'aveva capito. Insomma, quanto ci vuole ad una ragazza per far fare ad un ragazzo quello che lei vuole, nell'epoca moderna? Pensava fosse più facile.


giovedì 9 dicembre 2010

Luce e (qualche) ombra per il nuovo store di Chrome...

E' da poco stato aperto il "negozio" associato al browser (e al sistema operativo) Google Chrome. Si può raggiungere all'indirizzo 
http://chrome.google.com/webstore


In pratica, è la derivazione del famoso modello, decisamente vincente, dello store per le applicazioni dei vari prodotti Apple, come iPod, iPhone etc. Ci ho girato un pochettino e devo dire che in breve tempo ho scoperto una serie di applicazioni e siti web decisamente interessanti. Il modello di negozio, infatti, suddiviso in categorie, con alcuni elementi "di spicco" posti in maggiore risalto, si presta assai bene a dare un ordine e una rintracciabilità nell'immenso e irregolare arcipelago del web. Un punto centralizzato fa decisamente comodo e aiuta a non perdersi.

Piuttosto, la cosa che all'inizio mi ha un pò disorientato (e ha provocato anche, a quanto pare, il risentimento di alcuni utenti) è il fatto che nello store non si riescono facilmente a distiguere le vere "applicazioni" da quelle che sembrano tali (o si pensa erroneamente che lo siano) e invece altro non sono che semplici link ai rispettivi siti web. Tuttavia è già stato fatto notare - e io concordo appieno - come in realtà si stia vivendo un particolare momento di transizione, durante il quale la differenza tra le applicazioni e i siti web è destinata a diventare sempre più sottile. Aggiungo io, che a breve anche la percezione della rispettiva differenza, per l'utente comune, è destinata pian piano ad affievolirsi fino a scomparire. Complice, ben più che marginale, l'introduzione della versione cinque del linguaggio di programmazione su web, l'HTML5. Il web si sta ricostruendo attorno alle sue potenzialità, grazie alle quali un "semplice" sito web che utilizzi sapientemente HTML5 è già ben più che un sito come lo pensiamo adesso, ma è a mezza strada verso una web app.

Quick Note, disponibile nel nuovo store, è una vera "applicazione" e non un link...
A differenza di altre, Quick Note - disponibile nello store di Chrome - è una vera applicazione web...




Google crede moltissimo nel web: bella forza, direte voi. A differenza di ditte come Microsoft, sbarcate nel web ma proveniente da un'altra storia, "ante-Internet", Google ci è nata, nel web. Non sorprende che il suo sistema operativo, per sua stessa ammissione, sia costruito intorno ad un browser. E mai come da Google al momento si sta imparando come si può spingere avanti il web fino a disporre di una collezione di applicativi online (ma non solo) capaci di girare nel browser e fare tutto quello che un tempo, si affidava ai programmi residenti nel proprio computer.

Questo, come è stato detto più volte, ha delle importanti conseguenze nell'approccio ai computer e all'informatica. Non ultima, il fatto che il sistema operativo del computer sia destinato a diventare sempre meno importante. Al punto che le guerre tra Windows, Linux o Mac sono destinate ad essere pensate come oggi si pensa (per chi la ricorda, poiché parliamo dello scorso millennio) alla disputa tra la qualità del vinile o quella del "nuovo" oggetto, il compact disk. O ancora più indietro, al suono degli amplificatori a transistor rispetto a quelli che utilizzavano le valvole... Tutto va bene, a patto che il sistema abbia un browser moderno in grado di sfruttare le potenzialità del nuovo Internet. Tanto tutto avverrà là dentro, il resto non serve (è il concetto dietro Chrome OS). 


In questo senso, fatemi aggiungere, fa piacere che l'utenza Linux non sia dimenticata: già oggi ho avuto la bella sorpresa di trovare la nuova versione di Chrome - quella che presenta le applicazioni nella pagina iniziale (per la precisione, la 8.0.552.215) - disponibile negli aggiornamenti di Ubuntu....