mercoledì 24 agosto 2011

Ipad in un classico del 1969....

In effetti a vedere il video sorge il sospetto che l'iPad non sia poi un concetto così "nuovo" come Apple vuol farci credere: nel celebre film 2001 Odissea nello Spazio compaiono dei devices che hanno una somiglianza davvero notevole ai moderni tablet. E la cosa impressionante, a pensarci, è che il film risale al 1968! Chiaramente allora il mercato non era pronto per un tablet con connessione ad Internet wireless e simili amenità (particolare trascurabile, non esisteva ancora Internet).




Lo spezzone del film è più di una simpatica curiosità, tra l'altro, poichè è stato usato da Samsung nella battaglia legale contro Apple (secondo la quale alcuni prodotti come il Galaxy Tab ricalcano troppo le caratteristiche di iPad) per dimostrare che il concetto di tablet è molto più generale e soprattutto precede (di gran lunga) la commercializzazione dell'iPad...

venerdì 19 agosto 2011

Niente più carta per Linux Journal

Sono abbonato a Linux Journal in formato digitale, anche se a dir la verità, a volte capita che faccia passare un numero senza consultare il relativo file PDF, oppure dandone appena una scorsa. Sarà che comunque una rivista cartacea si porta in giro meglio (al bagno, in balcone, nella borsa, appoggiata sul sofà...) laddove un computer, ancorchè portatile, è molto più di impaccio (e molto più fragile).

Chiaro, anche il digitale ha i suoi bravi vantaggi. Posso sottoscrivere una rivista la cui redazione si trova agli antipodi, senza correre il rischio di pagare più per spese di spedizione che per i fascicoli stessi. La rivista la posso leggere l'attimo dopo che è stata pubblicata. Posso memorizzare tutti i miei numeri su un disco rigido, portarmeli dietro in una chiavetta USB. Annotarli, evidenziare delle frasi, fare ricerche per parole, e così via.

Piaccia o non piaccia, comunque, i tempi stanno cambiando, e il digitale avanza in maniera inarrestabile. Ricevo oggi un mail da Linux Journal che mi informa del fatto che la rivista cartacea sarà abolita, e LJ sarà dunque 100% digitale.

Nel relativo post sul sito si trova una sintetica ma attenta analisi delle ultime tendenze nel mercato dell'editoria (insieme con un parallelo del cammino della rivista con il progresso stesso di linux). Il passaggio al digitale sta interessando varie testate, imponendosi come un fenomeno tutt'altro che episodico, ma di una inesorabilità difficilmente evitabile. Il taglio dei costi è uno dei motivi fondamentali, ma non è certo l'unico: la maggior flessibilità delle versioni digitali gioca anch'essa un ruolo importante, ad esempio.

Non bisogna essere acuti futurologi per capire come in un tempo relativamente breve, sarà la rivista cartacea ad essere l'eccezione. Prima che questo avvenga davvero, però, si dovranno verificare un certo numero di cose. Tra queste:

  • la diffusione di massa di tablet e dispositivi "leggeri" idonei alla fruizione comoda delle riviste e dei contenuti digitali in generale. Come dicevamo all'inizio, non è certo comodo leggersi la propria rivista preferita davanti al computer, fosse pure un portatile. Questi dispositivi - iPad, Android, o altro - si dovranno dimostrare facili da usare, sufficientemente economici, e realmente affidabili.
  • i prezzi delle sottoscrizioni digitali dovranno essere percettibilmente più bassi dell'analogo cartaceo (quando ci sia), in modo che la convenienza spinga gli indecisi e i lettori più "tradizionali" alla migrazione al nuovo formato
  • si dovrà evitare ogni sistema "vessatorio" di protezione dei contenuti, in modo che la gente possa magari spostare una rivista da un dispositivo ad un altro senza essere costretta ad astruse procedure per convincere il sistema che non sta "diffondendo impropriamente" la rivista medesima
  • la tecnologia di lettura dovrà dimostrarsi facile ed accattivante; dovrà essere semplice isolare un articolo, vederne le figure, ingradirlo o rimpicciolirlo, arrivarci dall'indice, etc... (il PDF non mi sembra la soluzione ideale, ad esempio)
Intanto dovremo presto fare a meno di Linux Journal cartaceo. Beh, non l'ho mai avuta una copia cartacea di Linux Journal. Vuoi vedere che ero già più avanti io....? :-)

Se il leone ruggisce (male)...

La celebre canzone recitava Il coccodrillo come fa... In questo contesto mi viene piuttosto da pensare Ma questo leone come fa... ruggisce? O ha il raffreddore?

Infatti l'ultimo aggiornamento di Mac OS X, nome in codice Lion, ha portato una serie di interessanti novità (debitamente raccontate sul sito di Apple), epperò ha pensato bene di introdurre - perlomeno per molti utenti -  una serie di fastidiosi problemini (o problemoni), decisamente insoliti e non troppo nello stile Mac. 

Sono sbarcato su Mac OS X nel dicembre del 2008, con un MacBook da 13'' che uso tuttora con buona soddisfazione. Utente Linux da molto tempo, ero abbastanza diffidente verso il sistema Mac (anche per motivi ideologici, diciamo la verità); la spinta al (parziale) salto è stata data da motivi di compatibilità con il resto del team che lavora (qui a Roma) nel progetto GAIA di ESA. Tuttavia con il tempo ho dovuto ancheprendere atto - quasi mio malgrado - che lavorare entro l'ecosistema Mac ha i suoi vantaggi. 

Mi sono anche abituato ad avere un sistema che funziona senza storie, senza dover per questo immettere astruse stringhe a linea di comando, e nel quale batte un solido cuore Unix. Ottimo per l'attività desktop, con potenti strumenti per lo sviluppo, solido e affidabile nell'utilizzo. Così pure passare da Leopard a Snow Leopard è stato semplice e deliziosamente lineare (a parte il fatto di dover pagare l'aggiornamento, com'è ovvio)

Così non è stato per il passaggio dal leopardo della neve al leone. Pur apprezzando il prezzo irrisorio dell'aggiornamento (per confronto, non so se qualcuno si ricorda i prezzi di listino di prodotti "imbarazzanti" come Vista Ultimate, ad esempio...), pur apprezzando moltissimo le innovazioni desktop, come le nuove gesture, che ne fanno un sistema operativo davvero comodo, per la prima volta in ambito Mac, ho dovuto registrare una serie di problemi che affliggono il "sistema desktop più evoluto al mondo" (sic). E poi mi sono accorto che non sono affatto solo miei: basta dare uno sguardo ad uno dei tanti topic nel forum di Apple che riguardano Lion.

Un magnifico Leone bianco (Crediti: Stano Novak, CC BY 2.5)

Due sono le noie principali che ho individuato nel mio Mac: 

  • l'indicizzazione Spotlight ora non riesce ad essere portata a termine (si avvia un processo decisamente avido di CPU, con conseguente ebollizione del portatile e ventola che gira all'impazzata, senza apparente via di uscita diversa dal killare il processo)
  • il disco esterno USB che uso "da sempre" per il backup via Time Machine, viene sì montato correttamente, ma il sistema non riesce più a produrre il backup.
Sono problemi - appunto - ampiamente condivisi, come ci si può accorgere girando un pò in rete. E probabilmente non sono i soli. Insomma, Huston abbiamo un problema. Più precisamente, Something is cleary wrong with Lion, come recita sconsolatamente un utente nel forum di Apple.

Decisamente. Rinunciare (ancorchè temporaneamente) ai backup di Time Machine e all'indicizzazione del disco rigido per Spotlight - due delle più comode caratteristiche di Mac OS, è seccante. E il primo aggiornamento non ha risolto nessuno dei due problemi.

Irritante.

Hanno avuto fretta con questo Leone? A parer mio, molte di queste cose si sarebbero potute risolvere con un "testing" molto più esteso del nuovo sistema operativo (e va anche detto che Apple ha vita facile per i test, perché la varietà dell' hardware su cui deve girarare il suo sistema è molto circostritta e assolutamente controllata dalla stessa Apple.. pensate ad una distribuzione Linux, al confronto, ma anche una release di Windows...)

Ora non vorrei dire qualcosa di "ideologico", ma ecco... davanti a questi problemi, non ho potuto non pensare al modello open source, per il quale le nuove release - poniamo - di Ubuntu, sono disponibili per l'intera comunità, che può sperimentare e segnalare bugs e problemi per tempo. Certo, anche lì poi possono venir fuori problemi "post rilascio", non siamo ingenui. Va anche detto che fino a Lion il sistema sembrava funzionare egregiamente.

Epperò sono persuaso che qualche guaio del Leone, oso dirlo, potrebbe essere proprio dovuto al modello di sviluppo e al testing "chiuso". Esagero?