mercoledì 21 settembre 2011

Sulla rincorsa tra G+ e Facebook

Google Plus, il social network del gigante del mondo della ricerca (inteso come motore di ricerca, non come attività scientifica!) è da poco diventato aperto al mondo: da ora ci si può iscrivere senza più bisogno di inviti.

Nei circa novanta giorni in cui G+ è rimasto in fase sperimentale, il team non si affatto preso una vacanza, ma ha lavorato sodo apportando circa un centinaio di miglioramenti all'interfaccia e alle potenzialità del nuovo social network. Segno che stavolta Google ci crede davvero, e ci mette la faccia (e una consistente operosità). Stavolta finalmente Facebook ha uno sfidante serio. Dico finalmente perché credo che la competizione sia più che mai salutare, in questo campo. Anche a costo di creare un pochino di confusione, dovuta al fatto che - ovviamente - i vari network non si parlano. Il profilo su Facebook non ha modo di interagire con quello si G+. Sarebbe bello un protocollo minimo comune - allora essere su un network sarebbe come avere un indirizzo di posta: posso interagire via email anche con chi ha un differente provider (grazie al cielo). Ma tant'è, al momento .

Ora su G+ si può anche disegnare...!
(dal blog di Google Plus)

E' intrigante, comunque, accorgersi come i due network si stiano studiando. Se G+ ha preso moltissimo da FB, nei meccanismi e nelle dinamiche essenziali (fino a livelli di dettaglio come la recente l'introduzione dei giochi) è anche vero che nelle ultime settimane lo spesso dormicchiante lento sviluppo di FB ha avuto un sussulto di attività: guarda caso, è stato anche introdotto un meccanismo simile alle cerchie di G+, ovvero una gestione più completa e più immediata di liste diverse di amici. E altre grosse novità pare siano in imminente arrivo.

Il risultato netto, alla fine, è che uno si trova con un profilo su entrambi i network. Sì perché anche se appassionati di G+, Facebook non è facile da abbandonare (e non mi riferisco ai problemi più volte sollevati di rimozione degli account). Non è facile perché ha molte cose che funzionano proprio bene, e che ancora G+ non possiede. Prendiamo soltanto l'esempio delle pagine. Strumento efficacie e flessibile per creare "comunità" attorno ad un progetto, ad un sito, ad un interesse. Ad esempio, se ora io lasciassi FB, a chi li abbandonerei i 730 e passa fans della pagina di GruppoLocale??

Con buona pace di progetti pur interessanti come Diaspora (che reclama come sua - con qualche ragione - l'idea delle liste di utenti), mi pare che G+ sia l'unico credibile concorrente di Facebook, al momento. E non penso la situazione possa cambiare a breve. Ora come andrà? Ci abitueremo a due network? Tornerà uno a prevalere sull'altro? Si parleranno, prima o poi, in qualche misura? Come dice l'amabile canzone di Battisti, lo scopriremo solo vivendolo....

venerdì 16 settembre 2011

Scritto alla lavagna (diario interattivo 1)

'dietro la lavagna' (Barbara Bonacina)
Partiti! Siamo partiti con la scuola, e anche con la lavagna nuova. Che non è la vecchia cara lavagna di ardesia...si chiama LIM ed è tutta da scoprire. Bene. Lo faremo insieme.
Subito ecco un limite: non posso cacciarci dietro in castigo il povero Pierino perchè....è appesa al muro! Dovremo escogitare altri angoli dove mandare in meditazione i pargoli disobbedienti....
Prima di tutto l'accensione....sembra una cosa facile, ma ahimè...mai dare niente per scontato.
Con una certa baldanza mi avvio in classe dopo che il signor Diego, bidello fac-totum, ha collegato portatile e proiettore. E che ti vedo sulla meravigliosa superficie lavagnesca? Una bellissima immagine a forma di trapezio!! Ok, niente paura, la maestra sa usare il computer....e che ce vò?
Telecomando alla mano inizio ad andare su e giù dal menù. Chiamasi 'smanettare' quando non sai bene cosa fare...i ragazzi dicono la loro, e non uno per volta. A turno vengono chiamati: il bidello, la Grazia che ha fatto il corso, il segretario che 'lui si che se ne intende'...risultato? Il bel trapezio rimane ostinatamente al suo posto.
In men che non si dica arriva l'intervallo e mentre i pargoli giocano in cortile la maestra dalla testa dura dichiara guerra alla macchina.
Mai dimenticare che questi aggeggi sono veramente tonti, velocissimamente tonti, capiscono solo un comando alla volta. Bene. Rifacciamo lentamente i passaggi e cerchiamo di capirci con l'autistico multimediale. Miracolosamente trovo un capitolo del menù che si chiama 'trapezio'...sì, proprio così....tra-pe-zio. Ed è lui quello che mi serve...tic, tic, tic ed ecco che il fetente diventa un bel rettangolo: il desktop del portatile ingigantito sulla lavagna. "Bambiniiiii, la maestra ci è riuscitaaa" tutti dentro e 100 punti guadagnati in informatica!
"Ma come hai fatto?" Rispiego i passaggi, è come una assicurazione, un nodo al fazzoletto, io sono sicurissima di dimenticarli fra dieci minuti, i marmocchietti invece li hanno subito stampati nel cervello.
Ora si apre una questione: se avessi preparato tutto prima non sarei incappata in questo rallentamento ma.... non è neanche male la possibilità di far partecipare i bambini alla soluzione di questi spiccioli pratici problemi, tante volte trovare tutto bell'e pronto ci impedisce di imparare cose.

Ed ora la lezione. Pronti...via. Ma nooo che eravamo già partiti! Si, è vero....seconda tappa.
Non c'è un solo tipo di Lim, alcune funzionano al solo tocco delle dita, un po' come l'ipad, per altre è indispensabile la penna...'maestra va bene anche la bic?" noooo, è una penna apposita, ovvio!
La nostra lavagna è di questo secondo tipo.
Una volta avviata scopriamo che può essere usata come semplice schermo del computer oppure, con un software apposito, come vera e propria lavagna per scrivere e disegnare....ma questo alla prossima lezione!

ciao ciao

lunedì 5 settembre 2011

Tenere un diario

In epoca di Internet, social network e compagnia bella, può sembrare desueto l'intento di tenere un diario. Un diario personale, intendo. Un posto (essenzialmente) privato dove annotare in piena libertà fatti e sensazioni riguardo la propria vita, le persone con cui si viene a contatto. Le proprie frustrazioni, i propri sogni. Epperò un diario ha ancora ragione di essere, a mio avviso, come scrivevo l'altro giorno nel mio blog.

Posto che dunque si voglia trasferire sul mezzo elettronico la splendida, salutare nonché catartica attività di scrittura quotidiana di un diaro, ci si può chiedere quale sia il software da utilizzare. Naturalmente la domanda così posta è un tantino naive, poiché è ovvio che dipenderà dai gusti, dalle propensioni, come pure dal mezzo tecnico a propria disposizione (portatile, desktop, palmare, connessione always on, nessuna connessione, etc).

Per quanto mi riguarda - una volta risoltomi seriamente a tenere tale diario - ho fatto qualche esperimento e ho giocato un pò con qualcuno dei programmi più noti e - spero vi interessi - ecco qui le mie impressioni...