mercoledì 30 novembre 2011

Scritto alla lavagna (diario interattivo 2)

Due mesi di scuola, due mesi alle prese con la strana lavagna senza gessi. Intanto non ci hanno ancora allacciato alla rete. Cosa fa la maestra nell'attesa? Prepara audio e video a casa e poi li trasporta sulle fidate chiavette.
Ma non c'è mica da aspettare internet per lavorare con la Lim!
Interessante la possibilità di scrivere direttamente sul desktop e quindi, in pratica, su qualsiasi tipo di file grafico o di scrittura. Ormai la spiegazione alla lavagna non devo più scriverla al momento, la preparo in pdf,  raccolgo  le immagini che mi servono e voilà!
L'unica cosa che ti devi ricordare è che il tuo scritto non segue lo scroll... la prima volta è stato anche divertente... ci siamo ritrovati la Monna Lisa con i baffi!!
Lezioni sull'Arcimboldo, Giotto, i mosaici di Ravenna... un'occasione per vedere cose belle! Tanto che per Natale abbiamo deciso di offrire ai genitori una visita/spettacolo alla cappella degli Scrovegni. I bambini stessi saranno le guide, alla fine canzoni natalizie con le basi musicali al computer.

Il mio desiderio era quello di poter usare anche l'ipad e... sì, si può allacciare al proiettore. Purtroppo il software della lavagna però non si può installare sul 'coso con la mela', ma non è grave. Le applicazioni per la scuola sono infinite e bellissime, abbiamo provato StarWalk e ci siamo fatti un giro tra le stelle, abbiamo giocato con un libro interattivo per imparare un po' di parole in inglese.
E' nato un nuovo concetto di libro 'pop up'...sì, dai quelli che quando li apri ti salta fuori la pagina... insomma, con quelli interattivi ci puoi fare questo e altro: sono libri che parlano, che cantano, che si muovono, ballano e ripetono le cose quanto vuoi tu, sono libri che nascondono e fanno sorprese. Per ora ne ho trovati solo in inglese, adattissimi per imparare la lingua ma non accessibili a tutti.

Durante l'intervallo la lim rimane accesa per impratichirci con la penna, così i furboni hanno scoperto da soli il menù degli strumenti geometrici: goniometro, riga e compasso. Hanno scoperto che per cancellare si fa prima a inserire una pagina, oppure rovesciare il bianco con lo strumento 'secchiello', hanno scoperto che si può scrivere a mano e poi la lavagna zacchete! trasforma tutto in scrittura stampata....è divertente perchè non sempre si riesce e se scrivi male il tuo nome ti può uscire una....parolaccia "maestra che scema 'sta lavagna!"

Ultimo episodio: sabato scorso open day, accoglienza dei bimbi piccolissimi dell'asilo. Entrati in classe. Tempo due minuti due.... erano già lì a scrivere il proprio nome scarabocchio sulla lavagna grande bianca.... e sapevano già cosa fare per cancellare: "maestra ti faccio vedere io". Bè ne vedremo delle belle!

(Se può servire nella prossima puntata metto un elenco di applicazioni che ho provato in classe)

ciao ciao

giovedì 24 novembre 2011

Dalla tavoletta... all'universo


Senza voler eccedere nell'uso di paroloni, si può ben dire che l'avanzare rapido della tecnologia informatica si presta bene alla diffusione di contenuti di alta divulgazione, che prima magari erano appannaggio di pochi privilegiati. Davvero adesso non è difficile (magari masticando un pochino di inglese, ma non è poi tanto indispensabile) rimanere aggiornati sul progresso - praticamente quotidinao - delle nostra conoscenza dell'universo...

Siti web di aggiornamento, grazie al cielo (verrebbe giustamente da dire), ve ne sono ormai tantissimi, e di buon livello. Quelli di lingua inglese poi proprio non si contano, a partire dalla serie di pagine della NASA, veramente incredibili per qualità e frequenza di aggiornamento; in italiano una buona sorgente di informazione è MEDIA INAF, di cui più volte abbiamo riportato link e notizie anche qui su GruppoLocale (permettetemi soltanto di dire che quando GruppoLocale nacque, la situazione italiana era davvero molto meno sviluppata...)

L'universo dentro un Ipad... o almeno,
le notizie ad esso relative!
Sulla scia della diffusione dei tablet sono sorte delle applicazioni che rendono ancora più interessante e piacevole la consultazione delle notizie provenienti dallo spazio. Una davvero eccellente, su cui vogliamo spendere qualche parola adesso, è quella per iPad/iPhone sviluppata dal sito portaltotheuniverse.org, di per se un eccellente punto di entrata per avere una panoramica (in inglese) sulle notizie più interessanti riguardanti lo spazio.

L'applicazione è scaricabile gratuitamente da iTunes. L'ho provata sul mio iPad, e devo dire che l'esperienza d'uso è molto interessante e gradevole.

L'applicazione organizza le notizie del sito in forma di giornale sfogliabile, con foto e titoli delle notizie in bella evidenza e tutto quanto si richiede dalla consultazione di una piacevole e colorata rivista. Chi ha esperienza di programmi per iPad può riconoscere qualcosa del paradigma concettuale che sta anche dietro ad applicazioni di successo come Flipboard o Zite, ad esempio.

Con la differenza, non trascurabile, che qui è l'universo che prende tutta la scena.... :-)

Pubblicato originariamente su GruppoLocale.it

martedì 15 novembre 2011

Ma la filosofia batte la tecnica, ce lo dice iPhone.

Le analisi sempliciotte non mi convincono. La filosofia, l'estetica, non sono morte, schiacciate dalla tecnica. A volte non me ne rendo conto, ma hanno stravinto, invece. Hanno stravinto loro. Perché sono loro che dettano le scelte di alcuni prodotti di successo. Senza saperlo, milioni di persone portano in tasca un oggetto che è fatto proprio come è fatto non per qualche meccanismo di selezione "naturale" che abbia filtrato le scelte imperfette, nossignori. Piuttosto, per la specifica visione del mondo di una singola persona. Per quello che crede, che sogna, che giudica bello, buono. Per i pensatori, i filosofi, le dottrine che lo hanno influenzato. Per la religione che professa.

La filosofia, la fede, l'estetica, battono la tecnica. La tecnica si modella intorno a queste, obbedisce. Ha delle istanze sue, certamente, ma si adegua. Il caso recente più eclatante è probabilmente quello di Steve Jobs e della mancata uscita di iPhone 5 sul mercato, proprio quando era previsto ed atteso praticamente da tutti.

Filosofia UFPR yey!
Quanto deve la mancata uscita di iPhone 5
alle categorie estetiche e filosofiche di una sola persona?

E badiamoci, non è che non è stato sviluppato. E' stato bloccato, è diverso. Eì arrivato fino in fondo e poi gli è stato detto non va bene. Cos'è che aveva di sbagliato? Non era affidabile nelle telefonate? Non aveva abbastanza memoria, o un processore sufficientemente rapido? No, il punto non è questo. Non è la tecnica, ma l'estetica. Un criterio estetico, funzionale, ha motivato il blocco: avrebbe rotto il minimalismo e l'uniformità della casa di Cupertino. Avrebbe introdotto un principio di frammentazione tanto inviso al fondatore della Apple. 

Non è necessariamente la scelta migliore, da un punto di vista pragmatico. Gli smartphone stanno diventando sempre più terminali internet portatili, sempre più mini tablet, dunque si assottigliano (come permette la tecnica) e si dotano di display più grandi (per un uso del web più simile all'esperienza desktop). Quanto resisterà iPhone? Quali saranno le scelte della nuova dirigenza?

Credo sia interessante anche guardare alla competizione iPhone - Android come allo scontro tra le due filosofie che governano le linee di mercato dei dispositivi ove sono montate. Da una parte la fedeltà ad uno stile, l'uniformità assoluta, imposta e garantita (con il vantaggio della compatibilità a prova di bomba delle applicazioni -- semmplice dopotutto, visto che la varietà di hardware praticamente non esiste), dall'altra la massima flessibilità, portabilità (con i suoi vantaggi, come una rosa di scelta di terminali incredibilmente ampia, e i suo limiti, dettati proprio dalla varietà, o se vogliamo dalla frammentazione tanto temuta ed avversata in casa Apple)

Comunque sia, è intrigante riflettere sul fatto che in un mondo che ama penasarsi sempre più disincantato, sono scelte filosofiche e linee di pensiero antichissime, alla fine, a dettare legge su scelte progettuali e  linee di produzione di oggetti diffusissimi e mordernissimi. 

L'iPhone o l'Android che teniamo nella borsa me lo testimoniano, e in un certo senso mi rassicurano: non possiamo ancora fare a meno della filosofia, dell'elaborazione del reale, della ricerca del significato.  Non potremo mai.

C'è un'anima - un sentire, una umanità - senza la quale anche la tecnica non è che vuoto esercizio senza capacità di attrattiva. Grazie al cielo.

giovedì 3 novembre 2011

La storia dietro un cinguettìo...

Twitter ha lanciato pochi giorni fa un sito dedicato alla raccolta delle "storie". Dietro un cinguettìo di appena 140 caratteri (o anche meno) vi possono essere dietro delle storie degne di essere raccontate per esteso, senza il limite che in sè racchiude tutta la formula (e la fortuna) del celebre social network. 

Come spesso sottolineato, la semplicità rimane il punto cardine di Twitter, e sembra proprio che questa semplicità paghi. I numeri di Twitter non son quelli di Facebook, ma sono in ogni caso di indubbia rilevanza. L'ultimo riconoscimento è quello di Apple, che ha incorporato Twitter nell'ultimo aggiornamento del suo iOS. Messaggi brevi di 140 caratteri, nessun'altra cosa. Questa è stata la scommessa iniziale, e nel tempo Twitter si è mantenuto abbastanza fedele ad essa. 

Stavolta voglio darne atto, la semplicità è una grande virtù. Twitter - all'osso - è così semplice che praticamente ogni oggetto che ha un display può facilmente cinguettare. E ogni cinguettio è una richiesta di attenzione: se riesci - nel breve spazio permesso - ad attrarre le persone nella tua timeline, verranno a visitare i tuoi link. Ci si confronta su uno spazio limitato, ma pari per tutti. Forse l'attenzione si disperde con una serie di stimoli diversi, eterogenei. Forse c'è però anche una ricchezza da estrarre, un segnale che modula attraverso tutto il rumore, che sarebbe un peccato non cogliere. Perché parla il linguaggio dell'era attuale. Comprenderlo è il primo passo per maturarne una coscienza critica: non servono nè spaventate demonizzazioni nè incondizionate adesioni. Serve pazienza e discernimento.

L'astronauta Mike Massimino rimarrà celebre (tra l'altro)
per aver inviato il primo cinguettìo dallo spazio profondo...
(Crediti: Twitter Stories website)


Diverse alternative a  Twitter, nate nel tempo con grandi speranze e stupende caratteristiche tecniche, hanno fatto in tempo a sorgere, far parlare di sè... e scomparire. Twitter è rimasto. E non se la passa male. Anzi è entrato così tanto nelle consuetudini di comunicazione odierne, che ora può divertirsi a raccontare le sue storie

Che poi, sono le nostre.

martedì 1 novembre 2011

tutti pazzi per l'ipad

Ebbene sì....sono tra questi.... da camicia di forza! Come al solito considerazioni da absolute beginner... ma è questo quel che serve da me....dico bene?

Allora, prima di tutto la carrozzeria: assolutamente minimal-chic come ci ha abituati Apple. Io l'ho scelto nero, anche se quello che me l'ha venduto dice che alle donne piace bianco...boh? Sarà che il 'nero sfina', sarà che... ma nero mi intriga di più. Angoli smussati, sottile...un po' pesantino rispetto ad un quaderno....ma le dimensioni sono quelle. Bella l'idea della copertina che si aggancia magneticamente con un 'clack' e mette in standby quando la chiudi... poi se la pieghi ti fa da appoggio leggìo, multitasking anche lei... davvero un dettaglio degno del compianto Steve.

Connessione. Ci sono due possibilità: wi-fi o con aggiunta di scheda 3G. Il mio ha anche la scheda, Apple consiglia la 'Tre' che è davvero quella più economica.
Sicuramente la connessione con la scheda è un po' più lenta, ma tutto sommato non mi disturba.


L'accendiamo? Ok....all'inizio mi pareva di avere in mano un enorme ipod...uguale uguale... rotellina di caricamento, meletta bianca.... schermata con icone delle app.
Bè a questo punto devo rivelare le mie intenzioni, cioè la ragione di questo acquisto da salasso....sì perchè, diciamocelo, mica tanto a buon mercato l'aggeggino di moda eh?!

Perchè ho preso l'ipad? Mi serviva uno strumento agile per portare con me registro e programmazione di classe, e poi qualcosa che mi facesse lavorare velocemente con le immagini senza avere esigenze professionali in fatto di grafica. Con queste intenzioni, dopo averlo finalmente acquistato, mi sono subito fiondata nell'App-store, e lì è cominciato il giro al luna park!

Per il registro di classe ho trovato 'Teacher Pal' un 'bijou': elenco dei bambini, foto, posizione dei banchi, voti, dati anagrafici... ecco la maestra che gioca a compilare il registro!
Per gli appunti c'è solo l'imbarazzo della scelta, si può scrivere con tastiera, con le dita, con le dita e poi la tua calligrafia si trasforma in stampato....bè, mica sempre senza strafalcioni! Ma bisogna perdonarlo, al poveretto prima devi insegnare un po' a parlare italiano. Utilissima per quelli che hanno problemi di dislessia la possibilità di scrittura e registrazione vocale!

Poi sono passata alle app di disegno e grafica: meraviglia! Non sto ad elencarle tutte, ce ne sono per tutti i gusti e le capacità, gratis o a pagamento, ma, a dire il vero, neanche troppo care. Posso disegnare con le dita, o con la penna grafica e con una resa quasi sempre immediata. Sto imparando che molto dipende dal tipo di applicazione, alcune sono un po' "grezze" e si impallano volentieri, oppure lasciano uno scarto di qualche frazione di secondo tra il gesto e la stesura del tratto, consiglio di dare un'occhiata alle recensioni di chi ha già provato ad usarle, da leggere sempre comunque cum granu salis. 


Passiamo alle applicazioni di ritocco fotografico. Il mio ideale una volta era imparare ad usare bene Photoshop...ma poi a che mi serve se non lavoro nel campo? Infatti con due o tre applicazioni per l'ipad riesco a fare quello che mi occorre senza tanti problemi.

Altre applicazioni? Musica, socialnetwork, giochi... le solite dell'App store, devo raccontarvi tutte quelle che ho?
Adesso mi sto scapicollando a cercare la possibilità di far parlare insieme ipad e lavagna multimediale.... non sembra così facile come vorrei, ma sarebbe proprio bello, perchè alcune applicazioni sono adattissime alla scuola.
Insomma ci sto ancora giocando....forse troppo. Infatti è talmente maneggevole e pratico che il rischio è quello di non staccarsene più.
Help!