venerdì 24 febbraio 2012

Quanto serve un iPad?

L'altro giorno al lavoro, nella caffetteria. Mi avvicino al distributore automatico di caffè (niente di che come qualità, ma meglio che niente...); intanto, il mio collega cosmologo, seduto al tavolo con altre persone, si accanisce verbalmente su taluni aspetti delle nuove mode tecnologiche (lo fa, lo fa). Segnatamente stavolta è sotto mira l'iPad.

Ma a che serve un iPad? Ma non serve a niente!

Non dovrei intervenire, lo so. Meglio starne fuori, di solito. Provo solo a dirgli che io un po' lo uso, ma non serve (cioè non serve dirglielo). E' troppo serrato sulle sue considerazioni, non ammette ripensamenti, nemmeno parziali. Si sposta repentinamente a descrivere l'ultimo bollettino sulle condizioni dei lavoratori cinesi che producono per le aziende che vendono ad Apple (tema importante ma anche controverso, a quanto leggo). Capisco che non ne posso venire a capo, lascio cadere.

iPad stand
Vi sono in commercio diversi supporti per iPad,
ma questo è sicuramente il più originale :)
Non passa molto tempo che vengo attratto da brandelli di conversazione nell'ufficio accanto al mio. Il mio fiuto di vecchio indagatore di gadget tecnologici ha sollevato un allerta: si sta parlando di iPad.
Ora ti vengo a spiegare perché non mi piace l'iPad
Vado a vedere, sono curioso.

Sono due ex direttori di osservatorio a parlare. Insomma mica pizza e fichi, se mi capite. Uno ha appena ricevuto un iPad, l'altro viene a spiegargli perché non gli piace. Non ricordo bene le frasi, ma il senso è il seguente...

mercoledì 22 febbraio 2012

Ubuntu per Android

Ubuntuandroid
Piaccia o no, questo lo chiamerei "avere una visione". Per questo mi piace Ubuntu, rispetto a tutte le altre distribuzioni linux, al di là dei pregi e difetti del desktop. 

Per particolari il passaggio obbligato è il sito di Ubuntu, da dove è presa questa immagine.

giovedì 16 febbraio 2012

Linux a casa? Non è il caso...

Un post sul blog pclinuxos2007 ha destato il mio particolare interesse, in chiusura dello scorso anno. Al di là infatti dei diversi proclami, che si sono spesso susseguiti, sul fatto che si fosse in procinto di ottenere una larga diffusione per linux, l'autore dell'articolo esordisce esprimendo la sua gratitudine per fatto che nessuno abbia ancora dichiarato "il 2012 sarà l'anno di linux sul desktop".

Sano realismo, nella mia umile opinione.

Ora, chi scrive è antico abbastanza da averne viste, di dichiarazioni simili. Ho usato linux, se non erro, dal lontano 1996 (e ancora lo uso). Ne ho viste e ne ho provate, di distribuzioni. Ne ho caricati, di aggiornamenti. E ne ho letti, di post linuxiani, di riviste. Quasi ci siamo, il 20xx sarà l'anno di linux sul desktop. Non era infrequente leggere dichiarazioni entusiastiche di questo tipo, in chiusura dell'anno 20xx-1. Ebbene, concordo con l'autore del post. Questo possiamo dire che certamente non è avvenuto, e probabilmente non avverrà (mia opinione personale, beninteso). Malgrado linux abbia fatto passi da gigante, in pochi anni.

Il comodo sistema di "lenti" di Ubuntu (alla Mac OS X)
(Crediti: Ubuntu website)
Intendiamoci, linux è fantastico perché è libero, è configurabile senza limiti (e questo a volte è però anche un... limite), può essere istallato quasi dappertutto (non provate con il gatto di casa, però). Gira sui server di Google, dunque possiamo dire con buona approssimazione che Internet si basa su di esso, in larga parte. Vi sono tonnellate di smartphone Android in circolazione. Ovvero dispositivi che fanno girare una versione appositamente modificata del kernel linux. 

D'accordo.

Tuttavia la base di utenti desktop è ferma intorno all'uno per cento, a quanto leggo.

venerdì 10 febbraio 2012

iOS, evoluzione e luci lampeggianti

Per quanto abbia imparato ad apprezzare i prodotti Apple, a trarre vantaggio dalle sinergie possibili all'interno dell'ecosistema della mela (con iPad, iPod Touch, MacBook), quando si è trattato - di recente-  di cambiare telefonino... ho accarezzato l'idea, consultato depilantes di pagamenti rateali e piani tariffari ... ma no, non ce l'ho fatta a prendere un iPhone. E non solo per il prezzo.

E' stato difficile. Ci sono molte cose da cui trarrei vantaggio. La sincronizzazione con iCloud, la migrazione facile di dati tra il telefono e gli altri dispositivi Apple. Sicuramente. C'è qualcosa che non mi convince troppo, però.

Ed è più una questione filosofica che squisitamente  tecnica, intendiamoci. Intanto, il sistema operativo mobile che si (auto)definisce "il più evoluto al mondo" (sic), secondo me, è rimarchevolmente povero in alcune parti fondamentali (se ho ben capito, studiandolo senza possederlo: in caso contrario segnalatemelo!). Ma anticipo, non è povero, è minimalista. Probabilmente per scelta. Perfetto: solo che a me, non va troppo bene.

RIver in Moonlight
Che poi, cosa c'entra la luce della luna
con un telefono....  ? Eh...

Esempio, le applicazioni. Le app a disposizione sono fantastiche, il market Apple al momento è forse ancora il migliore. Però le app sono blindate - o così mi appaiono. Non hanno interazione con l'ambiente esterno, eccezion fatta per la nuova barra di notifica (mutuata da Android). Non sono permessi i widgets. In altre parole, per vedere che tempo fa, devo aprire l'applicazione relativa. Per leggere le ultime notizie, devo passare ad una altra app. Per gli appuntamenti, idem. Non è che accendo il display e trovo le informazioni tutte lì, pronte. Devo passare dentro le applicazioni. Sono come universi splendidi, curatissimi, ma che non parlano con l'esterno. Se apro il mio Xperia Ray (certamente non confrontabile all'iPhone come caratteristiche globali, ma dopotutto costa un terzo...) ho a colpo d'occhio le notizie recenti, i feed più aggiornati, gli appuntamenti, gli impegni. Senza entrare in nessuna applicazione. Con iOS, nonostante tutta la sua evoluzione, questo non è possibile.

Perché non ci sono i widgets? Chiedevo con curiosità a degli affezionati utenti di iPhone. Perché sono confusionari... mi dice uno. Perché non mi interessano, hanno deciso che non mi interessano mi dice, significativamente, un altro.

Altro esempio, le notifiche. Immaginiamo, ho lasciato l'iPhone sul divano. Può capitare, ci mancherebbe. Mi metto le pantofole, mi affaccio sul salotto. Lo vedo. La debole luce della luna piena filtra dal finestrone;  è sufficiente per definire i contorni degli oggetti. Ci saranno messaggi in attesa? Chiamate perse (mi sono addormentato, potrebbe essere...), email da leggere? La carica è bassa, non é che devo ricaricarlo? C'è qualcosa insomma che richiede il mio intervento? Boh. Non lo so. Non lo so se non lo prendo in mano, accendo il display. Perché lui, di suo, non fa nulla. Monolite perfetto.

L'Android ha questa cosa che trovo comodissima. Semplice. Se c'è qualcosa, lampeggia. Altrimenti, se ne sta buono. Geniale, dovreste provarlo. Mettiamo, verde se ci sono notifiche, rosso se la batteria se la sta vedendo male. Così - a meno che non sia proprio spento - mi basta un'occhiata per capire se mi sta chiamando oppure no. 

L'altro giorno stavo in palestra. Carica bassissima. Cavolo, non l'ho ricaricato a casa! Rosso lampeggiante. Ogni tanto lo guardavo, non osavo più accendere il display per paura di consumare inutilmente l'energia rimasta. Ma sapevo che ancora non si era spento: la lucina rossa lampeggiante, appunto.

Xperia Ray, piccolo sì,
ma di una certa eleganza...
La gestione energetica? Vogliamo risparmiare 'sta batteria? Su Android c'é il widget che accende e spegne rapidamente il bluetooth (ottimo per l'auricolare: meno lo avvicino alla testa, dopotutto, meglio è...), il wifi, la luminosità dello schermo, accendo e spengo il traffico dati su rete telefonica... Su iPhone, con tutto quello che costa, non lo posso fare. 

Ci sono altre cosette... la pila dell'iPhone non la posso cambiare. Funzioni o no, è tutta inglobata nel telefono. Per farlo funzionare, poi, devo sostituire la SIM. Ci vuole la micro SIM, infatti. Mi dicono che anche altri telefoni la adottano. Ok, comunque limita la mia capacità di spostarmi da un apparecchio ad un altro. Sono a corto di memoria per applicazioni e musica (vedi a voler portarsi appreso la musica insostituibile, come tutta la collezione di Albano e Romina, poi le collections dei Ricchi e Poveri...); posso cavarmela comprando - diciamo - una micro SD, ormai disponibili per una manciata di euro? Niente affatto, niente predisposizione per schede esterne. Ovvero, la memoria la decidi all'acquisto, la paghi ad Apple (e la paghi proprio tutta) e da lì non ti muovi più.

Non fraintendetemi. Mi piace un sacco. Le caratteristiche hardware sono ottime. Le applicazioni sono molto belle, per la gran parte (insomma, se me lo regalano.. alla fine dovrò cancellare questo post). 

Però la sua filosofia, non mi convince appieno. E per un oggetto che costa sui seicento euro (e passa), se qualcosa non ti convince, magari ci pensi due volte...

giovedì 2 febbraio 2012

Oltre l'ebook, cosa ci aspetta...

Gli ebook sono ormai diffusi universalmente, a motivo delle loro prerogative interessantissime. A volte, come per il sottoscritto, il passaggio al digitale è una scelta quasi obbligata, visto che dopo la tripla fila, i libri non entrano più nemmeno nei più accoglienti scaffali. Non parliamo poi della sfida eccitante di trovarlo, un dato libro. Quando hai molti libri non si parla più di trovarne uno. Lascia perdere. Ti rimane solo l'attività di carotaggio; cominci a percorrere strato dopo strato, e vedrai che qualche libro interessante che ti va di (ri)leggere lo trovi di certo. Ma non sperare di andare su un titolo particolare (... no no no!), potresti cercare per giorni, senza frutto.

Tuttavia è anche noto (inutile nascondercelo) come financo gli ebook soffrano di talune pesanti limitazioni. Per questo tecnici e studiosi di diverse nazioni si sono riuniti per progettare uno strumento che possa superare i problemi dei classici lettori ebook, portando l'esperienza di lettura ad un livello nuovo, più appagante e di piena soddisfazione per l'utente.

Proviamo, per divertimento, a percorrere il cammino inverso, sottolineando le doti di questo strumento di avanguardia (non è difficile, avrete già capito.. ma tanto per il piacere di valutare i pregi di quello che uno ha già...)

E' uno strumento con caratteristiche realmente d'avanguardia, frutto di una attenta progettazione. Vediamone qualcuna:
  1. E' economico. Costa molto meno di un lettore ebook, qualsiasi esso sia. I costi spaziano considerevolmente, ma la fascia di entrata è stimata ad appena pochi euro (non è impossibile imbattersi in modelli il cui costo è inferiore ad un euro).
  2. E' resistente. Non si rompe se cade, resiste abbastanza bene (con qualche danneggiamento che non pregiudica la lettura) a contatto con l'acqua. Resiste alle torsioni e alla pressione. Secondo le prime prove, può anche essere calpestato senza quasi danni. Questo perché è stato concepito in modo che non abbia parti in movimento o parti elettroniche (incredibile ma vero) e, quando non utilizzato, ha un aspetto molto compatto. Attenzione però: pare non resista al fuoco, a contatto con le fiamme tende a degradarsi in maniera molto veloce (e pericolosa)
  3. Qui è la vera rivoluzione: ne esiste uno per ogni titolo prodotto. E' infatti così economico che se ne può produrre uno dedicato ad una singola pubblicazione! Immaginate: se si rompe, non perdete tutti i vostri titoli, vi basta sostituire quello perso. Ancora, potete usarlo per leggere un titolo e prestare al vostro amico quello di un altro titolo, rendendo così possibile la lettura simultanea.
  4. E' a colori (non tutti i modelli, ndr), laddove la maggior parte degli ebook ancora è limitata al bianco e nero
  5. Non stanca la vista, al pari degli ebook, perché (incredibile ma vero) non è dotato di alcuna retroilluminazione. Può essere usato anche in pieno sole.
  6. La carica è praticamente infinita. Ma questo è inesatto, non fa capire la portata rivoluzionaria di questo device. Lo strumento gode infatti di un concept completamente nuovo, per cui potete dire addio ai caricabatterie, ai cavetti e altre cose di questo tipo. Funziona sempre, anche a distanza di decenni!


eBooks
L'ebook può sostituire i libri?
E se, tipo, avviene il contrario?

Sono stati proposti vari nomi per tale strumento. Al momento sembra si debba chiamare libro. 

Cercheremo di procurarcene qualcuno per studiarlo più in dettaglio (ah no, sembra che io ne abbia già la casa piena, come ho detto in apertura di post). Bah, viste le caratteristiche di cui si favoleggia nelle indiscrezioni, risulta oltremodo interessante.  Cercherò di valutarne uno.

No, non uno particolare... Come ho scritto prima, non lo troverei.