giovedì 26 aprile 2012

Una semplice corsa...


Ieri sono andato a fare una corsetta nel parco.

La cosa mi ha fatto riflettere, sulla quantità di tecnologia che ci portiamo dietro ogni momento, anche per una semplice corsetta. Scendo con il mio Xperia Ray e gli auricolari, per sentire la musica mentre fatico. E la quantità di applicazioni che alla fine vado ad usare, mi sorprende, a pensarci.

Run
Io però, ero decisamente più vestito....!


Ascolto la musica con il player di Android. Traccio il percorso e i parametri dell'allenamento con Endomondo. Ogni tanto mi fermo e scatto qualche foto (Instagram, LightBox). Faccio il check-in con Foursquare. Quasi tutte queste cose poi parlano con il mio profilo Facebook e con la timeline di Twitter, naturalmente. 

Il GPS integrato viene usato per le applicazioni come Endomondo (che mi regala un bel tracciato della corsa fatta, con le relative statistiche su velocità e tempi...), Instagram (per la geolocalizzazione delle foto) e ovviamente Foursquare (anche se funziona egregiamente anche senza).

E dire che c'erano tempi in cui uno andava a correre così, semplicemente...

mercoledì 11 aprile 2012

Linux a casa? Forse è il caso...

Ho passato anni a provare diverse distribuzioni linux, con grande piacere (e con notevoli frustrazioni, anche). Ultimamente però ho perso decisamente interesse nell'esplorazione dello smisuratamente (ed eccessivamente) vasto parco dei vari sapori di linux. Un po' perché probabilmente crescendo gli interessi cambiano e si modificano, un po' però penso sia legato ad un fatto oggettivo... 

Vedo infatti l'universo delle diverse distro sempre più come chiuso nella sua cerchia di appassionati e un tantino autoreferenziale rispetto al mondo 'reale' della tecnologia, in particolare alle sue più recenti evoluzioni. Non scorgo - tranne una eccezione - un disegno di largo respiro che abbracci in maniera strategica e pianificata l'evolversi dell'approccio all'informatica e l'arrivo di sempre nuovi modi di fruirla. Piaccia o non piaccia, non trovo nel mondo linux un analogo all'approccio di Apple, o di Microsoft, non riscontro l'attenzione sistematica e strategica verso i nuovi (e non tanto nuovi ormai) indirizzi tecnologici e sociali. Come la sempre maggiore fruizione di internet in mobilità, tanto per fare un esempio.

Certo non si può pretendere da un team di appassionati - anche molto competenti e motivati - una visione aziendale a lungo termine. Ma il tempo di sistemi operativi mantenuti da appassionati, per quanto appaia romantico, si può considerare a mio avviso bello che tramontato (certo, le nicchie rimangono e rimarranno sempre, ma numericamente sono assai poco incidenti).

L'eccezione, si sarà capito, è Ubuntu/Canonical. Ubuntu mi piace, perché è guidata con una strategia, fa scelte anche coraggiose, come lo scarto dal'ambiente desktop Gnome, per l'adozione della nuova interfaccia Unity. Ha una visione, un piano a lungo termine, che tiene conto dell'evoluzione della tecnologia e delle abitudini d'uso (ecco, così mi rimangio un poco quello che ho detto in un post di qualche tempo fa). 

Ubuntu 10.10
Ubuntu è a buon diritto tra le più interessanti distribuzioni linux.. 

Come riporta un articolo su techrepublic.com, la prossima versione di Ubuntu si presenta con tre importanti novità:
  • Ubuntu su Android
  • Ubuntu TV
  • Ubuntu su tablet
Concentrandosi solo sull'ultima voce dell'elenco (non che le altre non siano importanti), vedo con molto favore l'arrivo di Ubuntu sui tablet. Potrebbe contribuire a movimentare un po' il mercato. E' notevole anche un progetto che abbracci la ampia varietà di devices, dal desktop ai dispositivi mobili. Tuttavia vedo anche, realisticamente, parecchie difficoltà, che dovranno essere superate perché diventi veramente uno strumento di massa.

Una, forse la principale, è il software. Andare su tablet vuol dire, necessariamente, confrontarsi con l'iPad di Apple. Ebbene, le applicazioni per iOS hanno raggiunto un livello tale di sofisticazione, che spesso - dobbiamo dirlo - non sono eguagliate dalle applicazioni anche desktop dell'attuale - pur vastissimo - parco di Ubuntu. Questo deve cambiare, o la gente snobberà il tablet con Ubuntu come ha snobbato i primi netbook con linux (una classica rivoluzione rientrata....). 

Microsoft (con Windows 8 e l'interfaccia Metro) e Apple (che va a grandi passi verso la piena convergenza tra OS X e iOS), hanno strategie ben definite nella definizione di un ecosistema che abbracci ogni tipo di approccio alla tecnologia (computer, tablet, smartphone). Se Canonical vuole essere della partita, deve essere davvero competitiva. Sono finiti i tempi di  "linux è meglio perché non ha virus, perché è libero etc..."

Il mercato è pragmatico: la partita non si giocherà sugli ideali, ma sulla qualità e la quantità di applicazioni. 

mercoledì 4 aprile 2012

Benvenuto iMac!

[English version here] Finalmente è arrivato. Ieri prendo lo scatolone e lo porto a casa. Pesante, ma nemmeno troppo. A sera è ancora chiuso: beh si capisce, è per mio figlio (formalmente....) e dovrebbe essere un premio per i risultati scolastici. Il punto è che i risultati medesimi sono ancora, perlomeno, controversi.

Alla fine ci si decide. Chiunque viva in famiglia, a qualsiasi livello, sa che l'arte del compromesso è una qualità necessaria e anzi spesso determinante, ai fini del buon andamento delle relazioni familiari. 

Papà almeno montiamolo, io tanto non ci gioco, vedo solo se funziona.... (non ci crede nessuno, ma tant'è)

E io che, di mio, guardavo questo scatolone e pensavo però è un peccato non provarlo.... Dovremo pure vedere se è tutto a posto...

L'unica cosa che mi fermava, era una certa dose di pigrizia: il pensiero di sballare montare e configurare almeno un pochino tutto questo ambadardan all'ora in cui ormai si potrebbe stare a letto a leggere un buon libro, oppure a dormire.... oppure... 

Insomma la curiosità e la richiesta del figlio hanno la meglio. Mi decido e spacchettiamo. Speriamo almeno sia una cosa veloce. Mi viene in mente il computer del fratello più grande, quello con Windows. Attacca i cavi, il monitor, il mouse, gli altoparlanti, poi il cavo di rete (e già sei in mezzo ad una foresta di cavi che tendono ad intrecciarsi in maniera polimorfica), poi configuri, poi... poi....

New, new workspace - 2011
D'altronde, anche l'occhio vuole la sua parte....


Beh stavolta non é stata cosa veloce. E' stata cosa velocissima. Questione di appoggiare l'iMac sulla scrivania, attaccare la spina. Appoggiarci davanti tastiera e mouse wireless. Accendi. Metti la password della rete wireless. A posto. Uno spettacolo. E funziona tutto, da subito. La tastiera e il mouse sono già configurati e associati al computer (fa piacere riscontrare questa cura anche per i piccoli dettagli). In pratica, due secondi per  creare un account e sei subito operativo.

Lo schermo, pur essendo solo quello da 21.5'', è di per sé uno spettacolo. Il computer in sé ruba veramente poco spazio. E hai Mac OS X a bordo. Con tutto il software di gran classe che ci puoi mettere, sovente con una spesa moderata (e lo dico avendo passato anni con Windows e Linux, penso di sapere abbastanza cosa c'è in giro per gli altri S.O.)

Mi piace. Mi piace molto. Elegante, comodo, poco ingombrante. Sono così contento di non aver tentato di risparmiare, deviando sul classico PC con Windows (sul quale ritagliarsi la classica partizione per Ubuntu). Devo fare outing a questo punto: sono diventato un macchista abbastanza convinto, e non me ne pento.