domenica 16 settembre 2012

Domenica in bici (III)

Terza ed ultima parte del racconto (Prima parte qui, seconda parte qui)

Roberta la guardò di taglio, con la sensazione di dover risentire di nuovo la stessa spiegazione.
“Beh stavo facendo vedere a Roberta il tragitto fatto fin qui, semplice…” Stefano cercava di tenersi sul vago perché aveva capito che Roberta non avrebbe sopportato una seconda esposizione della intera faccenda, espansa in tutti i suoi molteplici addentellati tecnici.
“Cioè, come fai, scusa? Quello non è il tuo coso… il tuo iPhone?”
“Android! E’ uno smartphone Android!” puntualizzò Stefano con enfasi inconsueta.
“Vabbè insomma per me si somigliano tutti, più o meno”, replicò lei tra l’intimorito e il seccato.
Roberta stette un attimo in silenzio, paventando la tirata “Android è un sistema aperto mentre l’iPhone no etc etc…” che aveva avuto la disavventura di leggere una volta sul suo Facebook. Che due cocomeri

"... agli alberi!"
Giada stette un attimo in silenzio, giudicandola una mossa necessaria da compiere prima di poter tornare a parlare di cose normali.
Stefano stette un attimo in silenzio, cercando di accettare l’idea che potessero esistere persone che, in apparente possesso delle loro facoltà mentali, fossero in grado di scambiare un iPhone con un dispositivo Android. Ci riuscì solo parzialmente, ma per l’occasione si accontentò.
“Vedi Giada, prima di partire ho lanciato una applicazione che tiene traccia della velocità e della posizione, così ora abbiamo tutti i dati, con tanto di statistiche”
“E scusa, come fa a saperle, tutte queste cose?” si informò lei.
“Beh c’è il GPS, no?” replicò Stefano, quasi fosse l’evidenza universalmente più acclarata.

Il vento muoveva le fronde degli alberi e scompigliava appena le chiome di Giada. Lei pensava se aveva mai saputo che i telefoni avessero il GPS. E se il GPS era proprio quella cosa che usava papà gli anni passati, quando ancora li portava in vacanza in Toscana, per non perdersi nelle stradine verso il mare. Aveva una immagine di tanti anni prima, ancora vivida in memoria: mamma seduta nel sedile affianco, sorrideva mentre papà le piegava la nuova meraviglia tecnologica grazie alla quale non si sarebbero più persi. A mamma non importava molto la tecnica, non l’aveva mai interessata, le importava di più che il papà fosse entusiasta e che le sorridesse. Quanto tempo passato, da allora. Si chiese se papà e mamma avessero approfittato del fatto di essere rimasti soli la domenica, in casa. Chissà se lo facevano ancora, chissà quanto spesso lo facevano, se per abitudine o ancora per vero desiderio. Perché poi le venivano in mente queste cose? 

Ma ecco, Stefano la guardava, registrando paziente il suo momento di assenza.
“Giusto, il GPS. Che scema a non averci pensato”, disse Giava recuperando frettolosamente dalla memoria l’ultimo scampolo di conversazione.
“Che fai mi prendi in giro?” disse Stefano e la squadrò perplesso.
“Noo figurati”, rise Giada.
“Ah, mi era parso sai…” replicò Stefano, già più addolcito dal suo sguardo cristallino. E si lanciò euforico in una complessa spiegazione delle carattestiche del programma e del suo utilizzo dei dati raccolti con il Global Positioning System…

Le piaceva farsi spiegare le cose da Stefano. C’era un qualcosa di morbido ed invitante nel poter ascoltare la sua voce senza doversi per forza inserire con domande, commenti. Senza bisogno di essere notata, di essere qualcosa. Era un po’ come scaldarsi vicino al fuoco senza dover fare nulla, se non stare presso il camino.

Come ora è bello stare qui in mezzo al prato. Le cose più belle sono quando uno sta in un posto, in una situazione, pensò Giada. Non quando fa qualcosa, ma quando rimane, accetta di rimanere. Non è l’attività che ci riempie, ci soddisfa. E’ uno stato di passività, invece. Accogliere le cose come sono, prima ancora di elaborare strategie. Ecco, tutto qua: accogliere, amare. Le donne sono favorite, allora: sono loro che accolgono in sè l’uomo adulto, son loro che crescono in sè l’uomo bambino. La loro stessa carne è una festa di accoglienza.
Allora è bello davvero essere una donna.

Questo pensiero le mise addosso una nuova energia, tanto che si permise di interrompere Stefano.
“Ma senti scusa eh…”
“Che c’è, non si capisce?” chiese Stefano, in apparenza seccato di essere stato interrotto mentre elencava tutte le app che si potevano istallare per raccogliere i dati GPS, elaborarli e poi presentarli nei modi più vari.
“Sì sì. Cioè. Un po’. Insomma io volevo capire anche un’altra cosa…”
“Vai spara” fece lui, segretamente compiaciuto da queste due ragazze che ormai lo stavano ad ascoltare da un quarto d’ora buono, dimenticandosi anche il resto della gita.
“Allora, ehm… Senti quesa cosa. Martina ieri ha mandato una foto sul suo… Titter”
“Twitter” puntualizzò Stefano. 
“Eh infatti, quello che dicevo io. Però dalla gita, non da casa. Proprio mentre era in gita, insomma. Dice che ha usato il cellulare, dice che si può. Non serve un computer.”
“Ma certo”
“Beh, e come si fa?”
“Dammi il tuo telefonino” ordinò Stefano. Giada obbedì prontamente.
“Uhmm non è proprio un’ultimo modello… Poi se non hai un piano dati sbanchiamo il tuo credito. Aspetta”
Su piano dati Giada immaginò qualcosa come un complotto politico-informatico su scala mondiale. Ma forse era su una falsa pista, si concesse di pensare.

“Ecco facciamo così. Usa il mio, per stavolta”, disse Stefano staccandolo dal supporto della bicletta.
“Prendilo. Fai una foto, come hai fatto l’altra volta, ti ricordi”
“A cosa? A te?”
“NOO! Sennò poi mi vedono tutti. Dove vuoi.. Alla natura… All’albero!
“Ok, fatta” disse Giada contenta di esibire le sue capacità tecniche, dove possibile.
“Ora clicca su condividi. Ecco, lì a destra. Perfetto.”
Roberta aveva poggiato la bici a terra e si stava avvicinando alla fontana. Stefano invece si era avvicinato a Giada per vedere lo schermo del suo cellulare, ancora ben stretto nelle mani della sua amica. Al contatto della sua spalla, Giada ebbe un brivido inaspettato, che la eccitò e la preoccupò al medesimo tempo. Cercò di non darlo a vedere concentrandosi sul telefono. Ah se Luisa fosse venuta questo non sarebbe successo. Ora non starei così, con queste stupide farfalle nella pancia. Ma perché ha deciso di non venire…

Silver-Washed Fritillary (argynnis paphia)
"....stupide e bellissime farfalle colorate..."

Stefano non si era accorto di nulla. O almeno, così sembrava.
“Metti lì la tua password di Twitter. Vai, ora spingi la freccetta. E via. Fatto.”
Sentiva il suo respiro nell’orecchio. Il suo respiro.
“Fatto, ma cosa?” 
“Quella insulsa foto degli alberi? Proprio quella?” si allarmò Giada. Guarda che razza di presentazione delle mie capacità artistiche mando in giro.
“Sì proprio quella!”, rise Stefano. “Perché, c’è qualche problema?”
No se sono vicina a qualcuno come te, non c’è nessun problema. Sono al riparo. Avrebbe voluto dire qualcosa così, ma non lo disse. Però si accorse troppo tardi, dal viso di Stefano, che i suoi occhi dovevano averlo detto lo stesso, aggirando in qualche modo il controllo del cervello.

Poi per un attimo il parco fu pieno di silenzio, di vibrazioni di possibilità, di battiti fondi di cuori. Di attese. Poi per un attimo il parco fu pieno di farfalle, di stupide e bellissime farfalle colorate, su nel prato e giù nella pancia di Giada, giù giù nei fianchi di Stefano.

“Ne volete, di acqua?” Roberta tornò con una borraccia piena e la sua voce allegra e forte.
E con una occasione di distrazione di cui, per diversi motivi, entrambi le furono grati.

lunedì 3 settembre 2012

Come leggere un epub

Il formato epub è ormai uno standard nel campo dei libri digitali. Se la soluzione di lettura ideale è probabilmente quella di caricare il file su un apposito lettore di ebook (praticamente ogni lettore, a parte il Kindle, permette di leggere libri in tale formato), che a motivo dello schermo speciale non illuminato, garantisce una esperienza di lettura potenzialmente affine a quella del classico libro cartaceo, vi sono ormai diverse soluzioni che permettono di leggere in maniera relativamente confortevole anche su altri supporti. Qui di seguito listiamo alcune possibili scelte, avvisando che molte alternative sono comunque disponibili, basta cercare un po' in rete per trovare spesso soluzioni interessanti e gratuite.

Lettura di epub sul computer
  • Non possiamo non iniziare dal celebre programma Calibre. E' ben più di un lettore di ebook, permette di gestire una vera e propria collezione, nonché di effettuare facilmente conversioni da un formato ad un altro (cosa estremamente utile per chi possiede un Kindle, come vedremo dopo). In realtà le sue potenzialità sono ben più vaste, perché include opzioni di sincronizzazione con vari device e comprende addirittura un server web per accedere alla propria collezione ovunque ci si trovi. Il programma esiste per tutti i principali sistemi operativi.
  • Non è comunque necessario istallare alcun software, se si vuole "soltanto" leggere. Vi sono ottime estensioni per i browser più diffusi, che li abilitano come piattaforme di lettura. Per gli utenti Chrome consiglio l'ottimo Readium, mentre gli utenti Firefox possono trarre vantaggio da un componente aggiuntivo come EPUBReader
Lettura di epub su iOS
  • Nel caso di un iPad o di un iPhone, l'ottima applicazione iBook, fornita di default nel corredo software, è già un ottimo lettore di epub. Data la qualità, probabilmente non ha molto senso cercare altro (almeno per gli epub non protetti).
Lettura di epub su dispositivi Android
  • Vi sono molti software disponibili, anche gratuitamente. La scelta come spesso accade è questione di gusti. Un software gratuito e leggero, con diverse funzionalità interessanti e notevoli possibilità di configurazione, è FBReader, di cui abbiamo già parlato (notare che esiste anche una versione desktop).
Lettura su Kindle di Amazon
  • E' certamente un lettore eccellente, tuttavia non può leggere il formato epub. La cosa da fare è - attraverso un programma gratuito come Calibre - convertire il file in formato moby (quello nativo di Kindle), e poi inviarlo al lettore. E' una cosa semplice che richiede poco lavoro, i risultati sono (per quanto ne so) ottimi. Inoltre, convertire il file in moby permette anche di leggere su computer o diversi dispositivi, utilizzando l'ottimo e onnipresente software Kindle.
Lettura online
  • Si può anche godere la gioia di una sana lettura senza dover istallare proprio nulla. Siti come Booki.sh permettono di creare un account gratuito e caricare facilmente la propria libreria di epub, per leggere praticamente ovunque, utilizzando un comune browser.
Come vedete per ogni dispositivo fisso o mobile esistono varie possibilità per leggere libri in formato epub. Tenete presente comunque che quanto scritto si riferisce a libri senza protezioni di Digital Right Management (o al massimo libri protetti con tecniche di Watermarking, la cui fruibilità è pari a quelli senza protezione).  

Sperando che questa breve rassegna vi sia stata utile, non mi resta che augurarvi buona lettura. A proposito, se avete  segnalazioni di software che vi piace e nono sono state menzionate nell'articolo, siete invitati ad intervenire nei commenti. Sarebbe interessante aprire un confronto sulla qualità dei diversi software, ad esempio...