giovedì 15 maggio 2014

Facebook? Ha le orecchie

Mi dicono che è una cosa nota da tempo. Io però me ne sono accorto soltanto ora. Se vado per aggiornare il mio stato su Facebook, compare una iconcina diversa dal solito, nella sezione dedicata all’umore.  Se lo faccio adesso,  ad esempio, trovo una opzione aggiuntiva rispetto alle varie classiche opzioni “Mi sento..”, “Sto guardando…”. Sì una opzione molto più puntuale e meno generica: “Sto ascoltando Study Op. 35 No. 17”.

Accidenti. Cioè, Mr. Facebook riesce ad intercettare il mio stream della radio Internet e propormelo tra i possibili messaggi di stato, bello e pronto (nel dettaglio, sto ascoltando dei pezzi per chitarra classica di Fernando Sor).

Wow

Così preso da un raptus comparativo, mi sono precipitato su Google Plus a vedere se anche il social network della grande G presenta un udito altrettanto fine. Ebbene devo dire che non pare: se pure Google conosce quello che sto ascoltando (tra un po’ conoscerà di certo anche quello che sto pensando), perlomeno non lo dà a vedere: non mi propone di postare il brano che Rdio.com sta ora srotolando attraverso gli altoparlanti.

Google è sordo? Può darsi. Comunque, Facebook ci sente benissimo :)

mercoledì 14 maggio 2014

Sul leggere, oggi

Ci stavo pensando mentre ero immerso nella lettura di un romanzo, sul Kindle. Certo che la trasformazione a cui siamo chiamati adesso è veramente epocale. Sono secoli che usiamo i libri come veicolo di trasmissione del sapere, che sognamo, ci arrabbiamo, ci estasiamo, ci infervoriamo, eccitiamo e deprimiamo.  Attraverso i libri, impariamo a comprendere che c’è un abisso oltre il nostro orizzonte, cosicché quando si fa troppo piccolo possiamo di nuovo forzarlo a spalancarsi, a contatto con altre esperienze ed altre visioni del mondo, altri orizzonti… la somma di più orizzonti è un orizzonte finalmente vasto, vastissimo.

Tutto attraverso i libri. Tutto attraverso la parola scritta. Appunto, è stato così per secoli. 

E ora sta cambiando. Proprio adesso, una rivoluzione silenziosa sta accadendo. Morbida e silenziosa. Ma profonda.

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Libro o ebook? Questione di gusti. L’importante, dopotutto, è leggere...

Photo Credit: pedrosimoes7 via Compfight cc

Lo sappiamo, lo sanno tutti, sia gli entusiasti che i denigratori. Il libro digitale è inevitabilmente destinato a prendere il sopravvento. Sopratutto perché, innegabilmente, è comodo. Soprattutto da quando ho il Kindle con l’illuminazione, ho scoperto che è diventato comodissimo… troppo più comodo del libro di carta (lo so, lo so… la consistenza della carta, il suo profumo… ebbene sì, in ogni cambiamento si perde qualcosa, purtroppo). 

Basterebbe solo meditare sul fatto che orma puoi portarti una intera libreria in uno spazio piccolo e con un peso irrisorio.

Certo vi sono tante cose, nell’approccio con il libro, che ancora devono essere adeguatamente mappate nel nuovo sistema. Come un 33 giri lo cominciavi a valutare dall’analisi visiva dei solchi (qualcosa che i più maturi ricordano, una sapienza ormai passata, alla quale molte persone non accederanno mai), così il libro cartaceo indubbiamente ti restituisce una buona serie di informazioni tattili e visive ancora prima di essere letto.

La copertina. I colori, le scritte, la sua consistenza. Rigida, morbida. Plastificata o no. Con i bordini o a filo di pagina. Poi l’interno. La carta - appunto - il suo spessore, il suo colore. Mai uguale. La larghezza dei caratteri. Ecco, fermiamoci sul fatto in apparenza banale della larghezza dei caratteri, e della spaziatura. Prima facevano parte del libro. Erano già scelte. Ora la puoi decidere tu sul tuo lettore. Non fa più parte  intrinseca del libro, ne è stata sbalzata fuori. Per il font vale sovente lo stesso discorso. 

Insomma,non c’è più un libro scritto piccolo o grosso, largo o fitto. Perché decidere di questo rientra ormai nel potere di chi li usa, non di chi li fabbrica.

Sembra una stupidaggine. Eppure questo già ci forza a cambiare il paradigma, a fare i conti con una nuova idea del leggere.

L’esperienza d'uso è anch’essa, innegabilmente, diversa. Nel libro poi, il progresso di lettura lo avverti fisicamente, dalla mole di pagine che hai accumulato nella parte sinistra. I libri grossi li puoi perfino soppesare. Più peso mandi verso la parte sinistra più sei andato avanti nella lettura. E non solo. Per sapere quanto hai da leggere in un  capitolo, lo sfogli rapidamente fino alla conclusione. Tutto questo non è possibile con l’ebook, almeno, non nello stesso modo (il Kindle ha una sorta di preview che ti consente - in qualche modo - di sfogliare le pagine senza muoverti dalla tua posizione, e immagino che altri e-reader facciano lo stesso).

Non è insomma la stessa cosa, leggere in digitale. Per abituarsi ci vorrà del tempo.

Eppure, con tutti gli svantaggi che sappiamo, che ci possiamo dire, il libro elettronico è già innegabilmente troppo comodo. Tanto da creare anche una certa assuefazione. Personalmente, ormai mi irrita non poter cercare una parola o una sequenza di parole in un libro cartaceo. Devo scorrerlo tutto per trovare quella determinata frase? Quella che mi aveva colpito tanto? Era il primo capitolo, o forse il secondo? Aspetta, non era nell’introduzione, magari? Ma io ci divento matto! Poi, vogliamo parlare della possibilità di evidenziare dei passaggi? Finalmente con l’ebook si può fare, si può fare a volontà senza timore di danneggiare il testo (puoi sempre cambiare idea e ogni evidenziatura puoi rimuoverla). 

C’è ovviamente un mondo che al libro cartaceo è precluso, come la condivisione di brani sui social network, la raccolta delle parti più evidenziate su apposite pagine web, etc etc… cose di cui, del  resto,  abbiamo già parlato in questo blog.

Era per dire quanto in realtà il libro digitale sia comodo, ancorché irriducibilmente diverso dal suo parente cartaceo. 

Così può succedere che a volte, mentre leggi un libro di carta (avviene, avviene: sono molti i libri, passati e presenti, che non possiedono la versione digitale), ti trovi improvvisamente ad esperire delle mancanze che prima non avresti avvertito. Così mi è capitato l’altro giorno, che stavo rileggendo dei brani da un saggio mentre mi preparavo per uscire. Un po’ preso dalla fretta, ho guardato il libro come per avere lumi: ormai assuefatto alla lettura in digitale, mi aspettavo che toccandolo da qualche parte, non so, avrebbe fatto come il suo cugino elettronico, mi avrebbe servizievolmente detto che ore fossero. Niente, si è splendidamente ed orgogliosamente rifiutato.

Io sono solo un libro, sembrava volermi dire.

E nel bene e nel male, ne devo convenire, aveva completamente ragione. 

venerdì 9 maggio 2014

iPad / Surface Pro: considerazioni

C'era una volta... "Chi vince e chi perde!!" - diranno subito i miei piccoli lettori. No ragazzi: avete sbagliato. C'era una volta: considerazioni personali sulle differenze dei due prodotti.

Un piccolo "prestito" da Carlo Collodi, per il mio preambolo, in cui invito il lettore ad abbassare ogni difesa ed ogni tensione nella polemica Windows vs. iOS, OSX, Bill vs Steve, Apple vs MS. Puo' sembrare perfino superfluo doverlo accennare, ma ancora recentemente ho potuto constatare quanta tendenza ci sia a condire le proprie opinioni lasciandosi scappare piccole frasi dismissive o ironiche per vantarsi dell'appartenenza di uno o dell'altro clan.
Io sono un contentissimo fruitore della ricerca tecnologica di entrambi Apple e Microsoft, come tanti altri come me.

In questo blog voglio riassumere molto schematicamente le mie impressioni, delusioni es entusiasmi che ho vissuto con entrambe le soluzioni.

...soluzioni: non la scelgo a caso questa metonimia. E' proprio ciò che mi ancora al concreto dello scopo dei due prodotti, in queste mie considerazioni.

Ecco le mie impressioni, che, per questioni di tempo, elenco qui in maniera schematica ed estremamente colloquiale. Mi piacera' poi aggiungere qualche foto e qualche esempio, appena avrò un po' piu' di tempo.

Alla mano

l'iPad e' imbattibile. Leggero, snello, bello. Lontanissimo da essere un aggeggio elettronico, nonostante in effetti lo sia. 
Quello che mi manca di piu' del mio bellissimo iPad3 e' appunto questa sua maneggiabilità, questa sua fedeltà al suo essere.
Quello che piu' mi dispiace del mio Surface Pro 2 sono queste aperture per l'aria, nonostante siano discretissime, che condannano irrevocabilmente il Surface al suo rango di computer, di aggeggio elettronico. 
Tanto per fare un esempio: non ci si sente mai "nerds" (creature gaglioffe e goffe, socialmente incapacitate) sedendosi ad un caffe' con un iPad in mano, leggendo o curando il proprio facebook. Al contrario, l'iPad e' un elegante accessorio, come un bel paio di occhiali da sole firmati, che aggiunge personalita' al proprietario. Lo stesso non si puo' dire per Surface Pro. Quel poco di spessore in piu', e quel suo essere colorato di nero fa tutta la differenza. Non ha la capacita' fisico-estetica per essere un accessorio come un'altro. E' un minicomputer, e l'utilizzatore ne diviene irrimediabilmente il suo mini-ingegnere. Sto esagerando, naturalmente, ma e' per rendere la sottigliezza del dettaglio.

Un elemento che potrebbe passare per un dettaglio non essenziale e che invece è fondamentale dell'iPad e' che è completamente chiuso. Il suo rivestimento non presenta una presa d'aria, una porta, assolutamente nulla, eccetto che la piccola presa per il mini connettore preproprietario di Apple. Questo fa una enorme differenza, ed a mio avviso è il fattore che distanzia principalmente l'iPad dall'essere un aggeggio elettronico. E' un bellissimo foglio polivalente e polifunzionale. Io non credo nessuno prodotto potrà raggiungere in breve tempo i livelli di perfezione che presenta l'iPad su questo piano. Sospetto inoltre che l'essere chiuso aggiunga vita alle componenti interne, dato che non hanno problematiche di accumulazione di polvere e perfino più tollerante ad eventuali schizzi d'acqua.

lo stand

La penna

La perfezione che caratterizza l'iPad è certamente conseguenza della testardagine (perseveranza) della leadership della Apple: celeberrima quella di Steve.
E però a volte tale qualità può giocare a sfavore, ed il "casus stylus" ne è un esempio.
Nell'"essere foglio", l'esistenza di una matita ci sarebbe tutta. Ma quando l'iPad venne alla luce, ebbe il compito di spazzare dal proprio territorio di conquista la concorrenza, che allora consisteva soprattutto di varie versioni di Palm, e similari, tutti rigorosamente pilotati con le loro pennine. Secondo me Steve aveva ragione nel concludere che l'utilizzo della penna non solo non debba essere l'unico, ma che la maggior parte delle volte sia anche il meno conveniente.
Nella vita reale, non non prendiamo una penna per voltare pagina del giornale.
E pero è anche vero che nella vita reale noi non scriviamo con le dita, a meno che non ci si trovi in spiaggia, sulla sabbia, e sempre con risultati così così. Ma la assoluta fermezza alla Apple nel rifiuto di tale soluzione -fermezza necessaria ai quei tempi per toglierla dalle menti dei disegnatori di iPad e iPhone (anche i telefoni smartphone ante-iPhone dovevano essere impacciatamente pilotati con il loro pennino, il che è veramente assurdo, ma allora curiosamente accettato)- potrebbe essere meno necessaria oggi, proprio grazie al fatto che Apple ha evoluto questo paradigma.
Secondo me concepire un iPad che impachetta una sua matita, bella ed elegante come Apple la saprebbe immaginare, farebbe bene al prodotto, farebbe sembrare meno buffi quelli che vogliono appuntare qualcosa con i loro iPad nei caffè, e, soprattutto, nei meetings. Inoltre, darebbe del filo da torcere alla concorrenza, dato che tanti artisti e aspiranti tali si stanno buttando su Surface proprio per la presenza della penna, e Apple è sempre stata la luce per questa fetta del mercato. Ovvio che vi siano soluzioni "penna" da parte di terzi per l'iPad. Penne bluetooth che istallando il loro driver rendono l'iPad in grado di supportare tale soluzione. Ma questo è esattamente all'opposto dello scopo originale di Apple nel fare le cose non tecnozigogolate.

Surface Pro 2 ha la sua pennina.
  Dico subito: è una meraviglia! Il foglio (non nel fisico come l'iPad, ma nel pratico certamente) diviene ancora più foglio. Con Surface ho avuto tantissimi di quei momenti scoperta-sorpresa-wow che Apple per prima mi fece provare con i suoi vari prodotti in passato. Scoprire che quella discreta curva magnetica lungo il dorso della penna, che ha lo scopo di ancorarla al bordo del tablet quando riposta, può anche essere premuto ed ha la funzione di un click di mouse. O che girando la penna ed usando il suo retro la rende una gomma da cancellare! Come quelle matite con sopra la gomma! Disegnare sul Surface è una esperienza da provare. Prendere appunti su OneNote ha finalmente tutto il senso che il concetto astratto del "prendere appunti" ha.

E, con un po' di attenzione alla calligrafia, è anche un'interessante alternativa all'input tramite tastiera, dato che Windows 8 ha come vari tipi di input, insieme alla tastiera ancorata, libera o divisa anche il metodo di riconoscimento del corsivo.|
Surface non ha bisogno della penna per essere fruito a pieno. La penna aggiunge caratteristiche di "foglio" che vanno oltre alla sua interazione tramite dita. In questa breve relazione tra me ed il mio Surface, la penna è stata utilizzate molteplici volte, per intrattenimento e per lavoro, e sempre rendendo l'esperienza più ricca, e non più limitata.

Il Sistema

Le mie impressioni sui punti di forza e di debolezza dei due sistemi sono miste.
Personalmente trovo il sistema a iconcine di iOS a questo punto datato. Nel mio iPad e iPhone ho circa 4 o 5 pagine di iconcine, e non c'è assolutamente modo per me di individuare alcune delle applicazioni cercandole tra le iconcine. A volte mi diverto a cimentarmi in un "trova l'applicazione", scrutando iconcina per iconcina, spesso dovendo arrendermi. L'utilizzo del search è convenientissimo in iOS, sopratutto con la versione 7, quindi quanto detto prima non costituisce un ostacolo funzionale. Però mi lascia esteticamente perplesso questa colonia di iconcine troppo piccole per essere veramente significative e dallo scopo molto limitato, dato che accedo alla maggiorparte delle cose con il search. A mio avviso queste piccole icone, concepite per il telefono iPhone, non hanno subìto un ripensamento nè una evoluzione in qualsiasi direzione dalla loro comparsa, sette anni fa.
E farne il paradigma operativo anche per il tablet allontana ancor più la loro rilevanza, sempre a mio avviso, naturalmente°

Trovo che per qualche ragione, il mio cervello individui più facilmente le applicazioni tramite lo scroll continuo di windows 8. Per qualche ragione, in questa maniera riesco più facilmente ad avere un orientamento di dove mi trovi nello geografia icone. Poter organizzare le applicazioni in gruppi etichettati sopra è un'altra cosa che mi permette di organizzare il mio spazio icone permettendomene la navigazione in maniera ancora più agevole.
Sebbene lo start di windows mi paia più "buio" di quello iOS, io mi ci trovo bene e comodo.

Il multi-tasking del Surface è decisamente più completo. Lanciare l'applicazione youtube hyper e tornare sull'album foto o sullo start delle icone, non ne interrompe l'ascolto. Così come aggiustare la luminosità dello schermo mentre si vede un film su netflix non ne interrompe l'esecuzione, al contrario di quanto avvenga in ambiente iOS, dove l'esecuzione viene interrotta e necessita perfino di essere riavviata manualmente.

Le possibilità do multi-tasking di Windows permettono quindi questi split-screens che io trovo piacevoli e utili. La capacità delle varie applicazioni RT di riadeguarsi allo spazio dedicato loro nella loro porzione di schermo è una di quei momenti scoperta-wow di cui parlavo prima. Come in Music, o Mail, dove, dipendentemente da quanto spazio disponibile, compattano icone, o altre informazioni, mantenendo la presentazione sempre coesa, rilevante e pulita.

iOS, invece, secondo me implementa meglio la completezza dell'integrazione delle varie applicazioni nel sistema. Spesso in Windows le applicazioni mi rimandano al browser (Chrome nel mio caso), per completare certe operazioni, come di download, o di sign-up. iOS mi pare che offra una esperienza meno slacciata, e rimandi a Safari (qui senza possibilità di scelta browser) meno sovente.
E perfino questa sua limitata capacità multi-tasking aggiunge una piacevole semplicità all'utilizzo, forse più vicina alla sua "ragione d'essere tablet".

In breve, le dimensioni un poco meno fini di quelle dell'ipad, consentono prestazioni tecniche altissime. Questo rende possibile per Surface di far girare tutto ciò che gira su PC, senza diventare però né PC né laptop, ma rimanendo chiaramente tablet

Qui in foto a destra mi rilasso, dopo 2000 miglia nautiche, in un grattacielo di Kaohsiung (Taiwan) con il mio videogioco preferito Final Fantasy XIV. Non è un giochino tipo Angry Birds. E' un gioco impegnativo anche per una PS3, e qui su surface gira magnificamente con opzioni grafiche vicine al massimo.

(°) ci sarebbero tante considerazioni da fare sui vantaggi di avere iPad e iPhone sullo stesso ambiente operativo, mantenendo l'OS per Macs e laptops distinto, e sulla strategia di Microsoft di avvicinare le distanze tra ambienti desktop e ambienti phones e tablet offrendo a scalare lo stesso ambiente per i tre universi.

Le Funzioni

Qui è dove surface copre meglio le mie esigenze.
senza internet, o senza un computer a bordo, non potrei nemmeno passare foto tra ipad e iphone. I sistemi sigillati di apple, mentre garantiscono la superiore integrazione e un totale controllo della provenienza dei media fruibili (al punto di prevenire in alcuni casi anche la fruizione di media legittimamente comprati, ma non su circuito itunes), allo stesso tempo pongono importanti limiti di funzionalità.  
L'intergrazione con office è totale, mentre ipad mi dava una versione diluita di numbers. Essendo io uno che fa un uso sfrenato di excel, per praticamente ogni situazione, da project managenent, budget management, perfino a organization resource management, utilizzando macro, complicate pivot table e quant'altro, la possibilità di avere l'intera potenza di excel nella mia tabletta è ben apprezzata.
Open Source navigation software OpenCPN not allowed on iPad. Welcome on Windows tablets.

posso scaricare via usb gli shots presi dalla mia videocamera e dal mio telefono e fare video e foto editing, senza passare per un computer.

Grande utilizzatore di OneNote, che ho scoperto da poco, posso prendere appunti ed utilizzare il tablet come veramente un foglio di carta virtuale ed organizzato. OneNote è anche il mio diario preferito.
Posso scrivere senza tastiera, con penna, fare disegni e schizzi veloci, posso aggiungere foto... tutto quello che il mio lato adolescente vuole nel mantenere un diario. Cominciai con OneNote per caso, perchè in barca non è sempre pratico digitare su una tastiera quando ci si trova in mare, per via del movimento sulle onde. Per questo fino ad ora, nonostante fossi in possesso di un iPad da diverso tempo, h continuato a prendere appunti su quaderni di carta (regolarmente persi).




In foto, il mio surface mi accompagna mentre mappo il sistema elettrico dell'albero della mia barca a vela 
Con OneNote posso prendere appunti scrivendo, disegnando, includendo documentazione (ho nel blocco il pdf intero del manuale del motore della mia barca, su cui disegno le mie note), posso includere tabelle Excel, foto prese (anche dal telefono)... insomma, secondo me un metodo per annotare e organizzare veramente da scoprire: lo raccomando.

Generalizzando, quello che mi pare mi renda il surface più "utilizzabile" è la sua capacità di "input" da parte mia, mentre la superiorità fisica dell'iPad viene accompagnata da una limitata capacità di input, rendendola però superiore nelle sutuazioni "read only", per così dire.

Ad esempio di quello che intendo dire sono tutte quelle volte che mi sono munito di ipad in meetings per utilizzarlo come tavoletta, e mi sono trovato a non poter fare quello che avrei voluto, in tempo, per stare al passo con il meeting, e sono invariabilmente dovuto ricorrere a carta e penna, e aggiornare il mio ipad in un secondo tempo.
Con Surface riesco a mostrare quello che voglio, e ad aggiornare quello che devo e in tempo reale per informare il resto dei partecipanti (per esempio con calcoli risultanti da un excel per qualche what'if'scenario, o per budget alla luce di nuovi fatti).

La tastiera-coperta è confortabilissima e con un po' di pratica ci si scrive tanto rapidamente quanto con una tastiera classica normale. Ed è bastato il testo di queste mie considerazione per raggiungere tale pratica.

Il vantaggio di poter vedere videos e clips non sempre visibili ancora su iOS, a causa di questa insensata chiusura tra Apple e Adobe rende anche tutto il mondo multimedia di internet meno problematico.

C'era un tempo in cui apple fece il suo programma di iTunes anche in versione windows. Contando sulla loro inequivocabile superiorità della soluzione musicale, iTune per apple costituiva quindi un indubbio entry-point che prometteva una "osmosi" di clientela in senso unico verso apple.

Oggi apple non propone un iTunes per windows 8RT (tablet), mentre xbox music ha il suo app in apple store. Secondo me questo potrebbe fare riflettere sulla percezione che le due case reciprocamente hanno sul vantaggio a questo punto molto relativo dell'una sull'altra.

In minore importanza, osservo tra le altre cose anche che (in ordine sparso)
* il sistema di autocorezione mi appare più fresco e comodo in versione widows
* posso connettere surface alla mia televisione (no ho una LCD in cabina della mia barca) senza passare per apple tv, ma con un semplice mini-HDMI
* posso utilizzare i programmi di produzione musicali interi, quelli stessi che uso sul mio mega Dell di casa.
Essendo programmi per windows, offrono tutti funzionalità editing per schermi multi-touch, quindi con o senza mause, o con o senza keyboard, ci si lavora molto bene.
* suppongo che MS stia pagando royalties ad apple per la soluzione magnetica dell'alimentazione, e fanno bene, perchè è estremamente comoda. sopratutto sulla tastiera, che si aggancia alla tavoletta senza alcun impegno.




Conclusioni

Rimango con un poco di invidia nel vedere il mio amico sfilare il suo ipad per mostrarci foto, mappe e carte nautiche così agilmente. Ma anche parlando con lui, i problemi di gestirsi le foto, di ordinarle in album e di scrivere a lungo cominciano a venire fuori.
Tutto sommato non mi costa molto il meno ingombro, ma le cose che mi permette di fare sono innumerevolmente di più. 
Qui al lato, il mio ambiente di lavoro film editing desktop, nel mio tablet, mi consente di cominciare ad organizzare e montare il materiale ripreso durante i viaggi prima che ritorni di fronte al mio desktop.

Spero la vita del mio surface 2 pro duri a lungo, perché passando il tempo mi si lega come devoto compagno per ogni giorno più compiti e svaghi.

P.s.
Mi dimenticavo di dire due cose sulla fotocamera. Quella del surface è nettamente inferiore a quella dell'iPhone o dell'ipad. La qualità della fotocamera del surface è adeguata solo per webcam.
Se uno degli scopi del tablet è di fare foto da tenere, surface non fa il caso. La fotocamera di Apple è immensamente superiore. Appena posso posto due foto a confronto.