Jaiku e il microblogging


Da tempo pensavo di scrivere qualcosa sul fenomeno del microblogging, e di Jaiku in particolare. Ma poi l’idea di affrontare la cosa in maniera meditata e sistematica, alla fine mi scoraggiava e mi faceva desistere. Troppe le cose da dire, da considerare, per qualcosa che potrebbe essere – per la sua specifica natura tecnologica, per il tipo di relazione tra persone che può instaurare, e tanto altro – forse meglio oggetto di una tesi di laurea in sociologia, o qualcosa del genere.

Allora ho pensato alla natura di questo blog, nato appunto con l’intento non di affrontare gli argomenti tecnologici in maniera sistematica ed esaustiva, e nemmeno per offrire un punto di vista imparziale e aridamente “neutro” sugli argomenti trattati, ma per offrire, a chi fosse interessato, dei semplici spunti di una esperienza di relazione con il personal computer e – soprattutto – con l’umanità che intorno a questo fenomeno si raccoglie.

Allora l’idea si è tramutata nel lasciar traccia, solamente, di una esperienza dall’interno di questo fenomeno, come di tanti altri. Una esperienza personale, certamente parziale. Comunque interessante: nel senso, che mi sono accorto di quanto sia intrigante questa sottile e veloce trama di piccoli post e messaggi, e relative risposte, che scorre quasi “sopra” l’universo di Internet, costituita dai microbloggers che fanno uso di servizi quali Twitter, Jaiuku e tanti altri. Sono come cose in rapida mutazione, al cui confronto il classico blog o forum che sia, viene poi percepito come “lento”, più articolato ma “impegnativo”, forse. A volte basta intervenire in un argomento di discussione, per rimanere (piacevolmente) invischiati in una serie di battute e risposte, su un argomento che magari ci appassiona, intervenendo magari tramite uno dei tanti istant-messanger con i quali si interagisce con questi servizi.

Ho sotto gli occhi, ad esempio, un argomento di discussione che ho aperto stamattina, sul canale linux di Jaiku, in un momento in cui mi sono chiesto, banalmente, quale distribuzione linux usare per il computer di casa, che ha raccolto in poco tempo una serie non trascurabile di risposte interessanti…

Ci sarebbe da approfondire anche, l’importante aspetto della mobilità, poichè è evidente che molti di questi servizi, sono concepiti e ottimizzati per un uso fondamentale anche da dispositivi mobili, quali celluari: basta usare la pagina wap di Jaiuku o (qualora il telefono lo consenta) scaricarsi l’apposito applicativo, per capire quanta cura ed attenzione viene posta all’espetto della fruizione “in mobilità” (anche a livello di potenziale marketing – ricordiamo che dietro Jaiku c’e’ il gigante Google, ora, che sta iniziando a puntare sull’advertising per celluari…). Più in generale, non è certo segno di grande preveggenza, ormai, dire che la prossima rivoluzione di Internet sarà la fruizione sempre più completa con piccoli dispositivi mobili, svincolata da questi gigioni ancora “impicciosi” che sono i personal computer ed anche i laptop!

C’e’ una morale, insomma? I modi di relazione sociale sono molti, e molti se ne continuano a scoprire, grazie anche alle possibilità offerte da vari dispositivi mobili. Ecco: la rete di messaggi dei microbloggers penso sia tra questi….

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Pubblicato da Marco Castellani

Marco Castellani, astronomo, divulgatore, scrittore

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