Google Books, bel passo avanti

Mi azzardo a dire che al momento attuale, le novità più interessanti legate al mondo del web e dei servizi che vi girano intorno, vengono da un paio di aziende appena: Apple e Google. Due aziende  – lo sappiamo – quanto mai distanti per filosofie di sviluppo, strategie commerciali, licenze e quant’altro. Due modi di intendere la comunicazione e la fruizione di contenuti sulla rete. 
Non credo vi siano molte cose in comune nella visione di Apple e di Google. Una è puntata sulle dispositivi mobili e vede la rete principalmente come una utile possibilità di interconnetterli, l’altra scommette sul web come una sorta di piattaforma unica universale, ove far “vivere” il suo mondo di servizi. Al proposito, c’è da dire che il mondo di servizi e di offerte di Google sta diventando sempre più organico e completo, e il divario con quello di Apple (un tempo decisamente più coerente ed omogeneo) si sta sempre più assottigliando. 
Insomma… Ma perché non mi hanno invitato? (Crediti: Google)
Google IO 2013 si è appena svolto, e dalla serie di novità illustrate, abbiamo ben capito che nell’azienda di Mountain View non amano certo stare con le mani in mano. Mi astengo dal listare tutte le varie cose annunciate, e mi limito a focalizzarmi  – coerentemente con le impostazioni di questo blog che dà ampio spazio alla lettura su supporti digitali  – su un aggiornamento di Play Books, tutt’altro che trascurabile: la possibilità finora inedita di caricare files in formato epub e pdf.

Non è una cosa da poco. Instantaneamente si apre un mondo. Finalmente i files epub infatti possono essere letti dappertutto, finalmente hanno una circolazione potenzialmente universale. Basta infatti caricare i propri libri digitali (ovviamente, quelli non protetti dagli infausti DRM: solo il social DRM può andar bene) dal computer nella propria area di Play Books, e subito potremo accedere ai libri caricati praticamente da qualsiasi dispositivo: Play Books ha software per tutte le piattaforme.  
E’ la soluzione più facile e diretta per leggere gli epub, a mio avviso. Quali erano le possibilità, finora? Certo, si poteva usare il proprio account Amazon, caricare il file epub come documento. Possibile, certo. A patto prima di convertire il file da epub ad un formato “gradito” ad Amazon, come il moby. Dunque rendendo necessario un passaggio in più.
Oppure – da utenti Apple – si poteva naturalmente caricare il file sull’iPad o sull’iPhone e leggerlo con (l’ottimo) software iBooks. Splendido, certamente. Con l’unica noia di dover ripetere l’operazione per ogni dispositivo su cui si intende leggere il dato libro, e di non poter comunque fruire della lettura da computer o notebook, nemmeno se a marca Apple (l’azienda di Cupertino non ha mai rilasciato un software di lettura per sistemi).
Ora i nostri libri in epub possiamo caricarli dentro Google Books e li leggiamo istantaneamente dappertutto: basta un browser, in effetti. “Ovviamente” abbiamo la sincronia assicurata in caso di lettura da vari dispositivi, e la utile possibilità di evidenziare dei passaggi. Per gli amanti del libri, una possibilità decisamente interessante. 
Brava Google, un bel passo avanti.


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Pubblicato da Marco Castellani

Marco Castellani, astronomo, divulgatore, scrittore

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